Monthly Archive for January, 2006

Munich / Il Declinio dell’Impero Americano

Ieri sera è stata la volta di Munich, film di Spielberg che aspettavo, impaziente, da tempo. Anche se ero partito prevenuto, dopo aver letto qualche recensione in giro tra carta e bit, sono rimasto molto soddisfatto. Essendo troppo giovane non ho assistito in mondovisione, al contrario dei miei genitori, il cosidetto Massacro di Monaco del 72 e questa pellicola è senz’altro una panoramica, a quanto pare obiettiva ed imparziale, di quanto è accaduto durante e dopo l’uccisione degli 11 atleti israeliani.
Il film è sicuramente crudo, duro, amaro. Curato nei minimi dettagli. Un lavoro ottimo di Spielberg, che si rifà a 30 anni addietro ma tutt’ora molto attuale e che lascia l’amaro in bocca, perchè ricorda quanto brutto può essere il mondo. Un buon 8.

Questa sera, invece, è toccato a Le Déclin de l’empire américain (Il Declinio dell’Impero Americano), film che ho acquistato con l’Internazionale qualche settimana fa ma che ancora non avevo modo di vedere. La pellicola è dell’86, di Denys Arcand, e sicuramente si discosta da qualsiasi film convenzionale (usai la stessa definizione per definire Broken Flowers).

Un gruppo di intellettuali, uniti dall’amicizia e dalla passione per la storia, si prepara a un incontro per il fine settimana. Le donne passano il tempo in palestra a scambiarsi confidenze sul sesso e sui rapporti extraconiugali, mentre gli uomini si dedicano alla preparazione del pranzo, raccontandosi storie e opinioni personali. Una volta riuniti a tavola le conversazioni prendono un tono convenzionale e manierato, ma l’irruzione sulla scena di un amante poco diplomatico e la rivelazione improvvisa di imbarazzanti relazioni spezza il clima spensierato.

Un film lento, riflessivo. Che consiglio a chi è appassionato del genere.Voto: 7

Capitolo Australia: ovviamente, mi hanno sbagliato a fare il visto. Strano!

The Understanding

Anche se con netto ritardo, mi sono iniziato ad interessare al duo norvegese Royksopp grazie ad un podcast del mio amico Bill, che vi consiglio di seguire se siete appassionati sopratutto di Cinema. Dal singolo What Else is There, probabilmente il più bello dell’album The Understanding, sono arrivato ad ascoltarne “tutta” la discografia (che comprende anche l’album Melody AM). Definire il loro genere di appartenenza è parecchio difficile: nonostante siano vicini agli anni 80 come sonorità, l’elettronica ne fa da padrona; si adattano facilmente a qualsiasi dance-floor ma anche ad un ascolto casalingo, di sottofondo. Straconsigliati, se pensate di apprezzare il genere.

In un momento di quasi pazzia e, ovviamente, di scarso studio, durante la nevicata di ieri ho deciso che non potevo non fare una foto al centro di Modena in queste condizioni insolite. Il risultato è una discreta foto che ho messo su Deviantart e ho donato a Wikipedia.

-26 giorni. Il tempo passa davvero in fretta.

“Non mettetevi in viaggio”

Dopo aver sentito “abbassate il riscaldamento in casa” dal governo, questi giorni di maltempo non bisogna sorprendere se i nostri enti pubblici (pardon, privati!) ti dicono “non mettetevi in viaggio“.
Eh, certo: uno paga le tasse, il bollo, l’autostrada…poi ti fanno le giornate senza auto, le targhe alterne e, quando nevica, ti dicono di restare in casa perchè non hanno pulito le strade.

Non c’è da sorprendersi, quindi, se un locomotore Eurostar si rompe proprio una sera durante una bufera di neve. Non c’è neanche da sorprendersi se, a causa del guasto, il riscaldamento non funziona e i passeggeri rimangono per ore bloccati in stazione al freddo. Non c’è da sorprendersi se arrivano a Milano con 7 ore di ritardo. E’ successo anche ai 300 Ultras del Catania: dopo 1000km, a Parma il treno si ferma sempre per guasto e i tifosi non riusciranno ad arrivare alla partita in tempo. Loro però, hanno avuto una reazione un po’ più piccante.

Ancor prima di entrare in vigore, la nuova legge sulla Legittima Difesa ha già fatto un morto. L’Italia, per ora, sembra spaccata a metà tra chi prevede un far west e tra chi invece si sente più tutelato e concorda con la nuova legge varata dal governo. Ai posteri l’ardua sentenza?

I pendolari vanno in… Siberia

Vi ripropongo un articolo pubblicato oggi sulla Gazzetta di Modena

I pendolari vanno in… Siberia
Carrozze gelide sul treno Modena-Bologna delle 7.32

Stazione di Modena, ore 7.30. La temperatura è attorno allo zero (attorno ai -5°, ndr). I pendolari, intirizziti da una gelida e feroce brezza, prendono d’assalto il treno per Bologna. Come ogni mattina, i primi a salire trovano posto, gli altri restano in piedi.
Si chiudono le porte, il treno parte ma nessuno accenna a spogliarsi. Anche chi sta seduto non si toglie nemmeno la sciarpa o i guanti. Il riscaldamento, inutile dirlo, non funziona.
Non è una novità ma un copione che si ripete da anni. Il treno viaggia verso Bologna e dai malcerti finestrini entrano taglienti lame di gelo ma nessuno parla, nessuno si lamenta o protesta. L’ira contro Trenitalia si è trasformata in una sorta di rancore sordo, ormai radicatissimo.
Le mille proteste negli uffici dei capistazione, le mille lettere sui giornali, le mille assicurazioni dei manager di Trenitalia non hanno cambiato nulla. Tutto inutile. Quel treno era e resta gelido, da anni. «Si tratta di un vergognoso esempio di inciviltà - dice Andrea De Pietri, portavoce dei pendolari - un monumento alla colpevole indifferenza delle Fs per le condizioni dei viaggiatori. Su quel treno da tempo il controllore non passa più, timoroso che qualcuno scarichi su di lui una rabbia tanto a lungo covata. A Castelfranco salgono alcuni studenti che ridacchiando estraggono un voluminoso termometro, la colonnina di mercurio risale un pò e si ferma a tre gradi sopra zero. A quella vista, improvvisamente, la signora seduta di fianco a me inizia a imprecare, dice che non ne può più del freddo, che si sente offesa da quelle condizioni e, in un crescendo di voce, maledice Trenitalia. Poi ammutolisce abbassando gli occhi.
Restiamo tutti in silenzio: nessuno si aspettava una simile reazione da parte di quella matura insegnante sempre cortese e riservata. Ma c’è un limite alla sopportazione. Non si può restare fermi - conclude sempre lo stesso De Pietri - nel gelo solo perché i signori delle Fs se ne fregano dei pendolari».
E tutto questo, va detto, dopo che venerdì scorso, in un incontro con i «supermanager» di Trenitalia, a De Pietri è stato assicurato che il problema del riscaldamento che non funziona verrà presto risolto.
Ma tutti, appresa la notizia, chissà perchè, si sono messi a ridere…

Quando il buongiorno si vede dal mattino…

Match Point

Prima di leggere oltre, vi invito ad aprire l’immagine sovrastante. Questa è la situazione (poi peggiorata) in cui mi sono trovato questa mattina alle 9:00 in stazione a Modena: dopo essermi svegliato alle 7.30 e inbacuccato per combattere il grande freddo di questi giorni, non è stato sicuramente simpatico scoprire che il mio treno (ma anche l’eventuale IC che avrei potuto prendere in alternativa) era in netto ritardo.I 15 minuti sono diventati 20, poi 25, poi 30. Il treno, partito da Piacenza (quindi non troppo lontano), ha lasciato Modena ed è arrivato a Bologna con ben 40 minuti di ritardo. 20 minuti di viaggio (teorici), 40 di ritardo.
Ovviamente inutile dirvi che nel primo pomeriggio, per tornare a casa, ho perso il treno delle 16.25 per 5 minuti. Di certo non posso lamentarmi perchè è partito in orario stavolta! Bene, la partenza del prossimo treno diretto a Piacenza, che nasce a Bologna, è prevista per le 16.50. A Modena sono arrivato alle 18.10. 20 minuti di viaggio (teorici), 60 di ritardo.
Così non si può andare avanti. Fortunatamente non faccio il pendolare esattamente tutti i giorni, quindi non oso pensare come si possa sentire una persona che abita a Modena e lavora a Bologna e che utilizza il treno per spostarsi. E’ una situazione insostenibile. Con oggi, ho migliorato nuovamente la mia media: su 20 minuti di viaggio, ne faccio 20 di ritardo. Ormai ad andare a Bologna ci vuole più di ritardo che di viaggio. Mitico!

Mi è arrivato iLife ‘06. Come al solito spedito, non appena disponibile, con corriere ed arrivato in meno di due giorni. Da una prima occhiata, pare proprio che ne sia valsa la pena: il nuovo iPhoto è finalmente un programma bello, utilizzabile e sopratutto…utile; il nuovo Garageband è proprio divertente e chissà mai che con il podcast studio…. ; iWeb è fantastico, mai visto un software così semplice che fa cose così belle (da quel che ho visto il codice pare pulito e funzionale).

Per finire, la prigionia in treno di questo pomeriggio mi ha fatto apprezzare in pieno l’ultimo album dei Royksopp: veramente molto molto carino, lo consiglio a tutti quelli che apprezzano l’”elettronica d’ambiente”.