Ieri sera è stata la volta di Munich, film di Spielberg che aspettavo, impaziente, da tempo. Anche se ero partito prevenuto, dopo aver letto qualche recensione in giro tra carta e bit, sono rimasto molto soddisfatto. Essendo troppo giovane non ho assistito in mondovisione, al contrario dei miei genitori, il cosidetto Massacro di Monaco del 72 e questa pellicola è senz’altro una panoramica, a quanto pare obiettiva ed imparziale, di quanto è accaduto durante e dopo l’uccisione degli 11 atleti israeliani.
Il film è sicuramente crudo, duro, amaro. Curato nei minimi dettagli. Un lavoro ottimo di Spielberg, che si rifà a 30 anni addietro ma tutt’ora molto attuale e che lascia l’amaro in bocca, perchè ricorda quanto brutto può essere il mondo. Un buon 8.
Questa sera, invece, è toccato a Le Déclin de l’empire américain (Il Declinio dell’Impero Americano), film che ho acquistato con l’Internazionale qualche settimana fa ma che ancora non avevo modo di vedere. La pellicola è dell’86, di Denys Arcand, e sicuramente si discosta da qualsiasi film convenzionale (usai la stessa definizione per definire Broken Flowers).
Un gruppo di intellettuali, uniti dall’amicizia e dalla passione per la storia, si prepara a un incontro per il fine settimana. Le donne passano il tempo in palestra a scambiarsi confidenze sul sesso e sui rapporti extraconiugali, mentre gli uomini si dedicano alla preparazione del pranzo, raccontandosi storie e opinioni personali. Una volta riuniti a tavola le conversazioni prendono un tono convenzionale e manierato, ma l’irruzione sulla scena di un amante poco diplomatico e la rivelazione improvvisa di imbarazzanti relazioni spezza il clima spensierato.
Un film lento, riflessivo. Che consiglio a chi è appassionato del genere.Voto: 7
Capitolo Australia: ovviamente, mi hanno sbagliato a fare il visto. Strano!











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