Monthly Archive for February, 2006

Day 4

Il jet lag continua a fregarmi e, invece di svegliarmi ad un orario decente, mi sveglio alle 5 e non riesco più a dormire. Solita doccia, colazione dei campioni (stavolta molto più abbondante), una chiaccherata (come avevo già anticipato nel precedente diario) con il calabrese/canadese e la famiglia italiana di Genova, poi via a Circular Quay, non prima di aver postato il Day 3 nel blog.

La stazione di CQ

Arrivato a CQ (la foto sovrastante vi mostra come è facile il City Rail della città) decido di partire per andare al Taronga Zoo, una delle attrazioni più significative di Syd. 37 dollari australiani e mi sono assicurato l’entrata allo Zoo e il biglietto, andata e ritorno, per il traghetto “Friendship”. Notare la vista spettacolare dalla barca…

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Del Taronga Zoo potrei parlavi per giorni e giorni…in tutta la giornata ho scattato una cosa tipo 270 foto quindi potete solo immaginare! Ma qualche chicca ve la voglio dare lo stesso:

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Nella prima foto potete vedere un serpente scappato inspiegabilmente dal suo recinto…ma dato che ogni animale ha un microchip, lo staff dello zoo è riuscito a riprenderlo…ma che bella pelle che hai! Nella seconda, i Koala…nella terza e la quarta ho fatto incontri ravvicinati del quarto tipo…

Visistato lo Zoo in qualche oretta, e tornato al molo con la Friendship, sono corso verso l’Harbour Bridge dove mi aspettava Francesca, insieme alla sua amica sud-coreana Jieun, per fare il mitico climbing (le vedete quelle persone in cima al ponte nella foto?):

Harbour Bridge Climbing

La scalata del ponte è durata più del previsto: entrati alle 4 circa, ne siamo usciti alle 7.30…non male per le mie gambe già martoriate dalla mattinata!

Alla sera attraversiamo York Street e ci fiondiamo in un locale di George Street.

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Per finire in bellezza la serata, sula metropolitana nel ritorno all’ostello un ragazzo mi fissa per qualche minuto, per poi dire: “Verona?”…e io “What, sorry?” Lui: “Sei di Verona? (indicando il marsupio)”. Così gli spiego che sono di Modena e iniziamo a parlare del suo compaesano (è calabrese), Beppe Sculli, che ha giocato nel Modna il primo anno di A. Poi iniziamo a parlare del più e del meno…Lui è un cameriere (con esperienza) che fa sempre le stagioni in giro per l’Italì e, ogni anno, prende e parte per un paese estero per starci un po’. Nice.

I miei compagni di camera non fanno per niente chiasso, anzi pare proprio che quello che ha fatto più casino sono io. Al mattino mi sveglio e scopro che quello nel letto a castello difianco a me è completamente nudo…chissà com’era contenta la ragazza che dormiva sotto di lui (che non conosceva)!

Questo è invece il quartiere in cui ho l’ostello…Kings Cross. Non dite che non sono un buon gustaio!

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Day 3

Finalmente sono riuscito a dormire la notte. Probabilmente il mio successo è dovuto anche al fatto che nei 3 giorni precedenti avevo dormito 9 ore in tutto…chiamatelo dettaglio.

Giornata grigia, esattamente come il clima di Sydney. Il tempo non è dei migliori, non si scatena un temporale come il giorno precedente, ma il sole si fa vivo di rado e fortunatamente le temperature non sono alte (nonostante l’afa non manchi mai).

Questa volta, invece di farmi tutto a piedi, decido di prendere il CityRail da Kings Cross fino a Martin Place, dove mi sono infilato nel negozio dell’emittente televisiva. Non potete immaginare il mio stupore: magliette, felpe e vari gadget di Lost, 24 e Desperate Housewives, le mie serie preferite.

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Il mattino l’ho perso praticamente tutto girato per George e Pitt Street, alla ricerca di un internet point che mi permettesse di attaccare il mio portatile. Speranze che si sono rivelate vane. Così, mi rassegno e mi limito a controllare la posta e ad attivare la scheda per il cellulare della Yes! Optus (che cazzo di nome) che mi ero comprato la sera prima.

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Aspettando l’attivazione, vado in un bar e cerco di comprarmi il pranzo. Tra panini contenenti ingredienti aagghiaccianti e Sushi, la mia follia mi guida all’acquisto di un pranzo Thai. Ora, attenzione. Se la vostra vaschetta Thai riuscisse ad inumidire talmente tanto il sacchetto di carta riciclata che lo contiene, in modo da romperlo e finire sui sanpietrini davanti all’Opera House affollato di gente, cosa pensereste?
Io ho pensato che, probabilmente, non mi sarebbe comunque piaciuto. E proseguo la mia camminata (madonna quanti km oggi…) verso il Botanic Park, che ormai mi ha addottato.

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Appena mi siedo, si attiva la scheda del cellulare. Quindi inizio a chiamare per un po di case. Poco dopo scopro che non riesco ad inviare messaggi con la mia nuova scheda, cosa a mio parere molto importante. Così volo nell’Optus World che avevo notato durante la precedente passeggiata per vedere di risolvere la situazione.

La prima commessa che mi serve, ascolta il mio problema quindi mi fa chiamare dal suo telefono il centro assistenza. Le avrei voluto dire…”grazie al c****, non c’era mica bisogno di venire qua allora”. Tra il casino del negozio e l’inglese strettissimo della centralinista, che poi si è pure incazzata, non sono riuscito a capire niente ed ero profondamente a disagio. Così chiamo un altra commessa, che capisce finalmente il mio problema e mi risolve il tutto cambiandomi alcune impostazioni del telefono.

Dopodichè, torno al Botanic e mi godo il resto del pomeriggio. La sera torno a letto molto presto perchè il mio fisico, altrimenti, mi avrebbe abbandonato.

Oggi, Day 4, ho cambiato camera e sono passato ad una shared (dormitorio). A colazione ho conosciuto diversa gente (finalmente), tra cui anche qualche italiano: un calabrese/canadese che è venuto in Australia per girarsela, una famiglia (moglie-marito-figlio piccolo) che pensa di comprarsi un camper e far vedere alla peste l’isola dei canguri ed, infine, un ragazzo di Milano che è qui da qualche mese ma che a marzo tornerà in patria.

Day 2

Maledetto jet lag. Almeno, direi proprio che la colpa sia sua se questa notte non sono riuscito a chiudere occhio, nonostante le ore di sonno arretrate, mentre questo pomeriggio rischio quasi di svenire :)
Dopo una bella doccia e la colazione dei campioni giù nel mio ostello (latte e cereali, niente di più semplice), chiedo alla bellissima ragazza al desk qual’è il modo migliore per arrivare a Circular Quey, la zona in cui Francesca lavora. Spinto dallo spirito di intraprendenza, mi faccio dare una cartina e mi incammino a piedi. Esco da King Cross, la zona a luci rosse di Syd (come mai avrò preso l’ostello li?), e mi dirigo verso il cuore della città.

Ho attraversato Hyde Park, molto molto carino, da cui si può ammirare sia la Sydney Tower e i vari grattaceli da lontano, sia la cattedrale di St Marys. Dopodichè continuo la mia camminata attraverso il quartiere finanziario. La situazione è surreale, mi sembra di essere in Vanilla Sky, perchè le strade sono praticamente deserte. Sono le 9 di mattina di domenica e in giro c’è davvero poca gente, a parte qualche maniaco che fa jogging e io, che giro a caso :)

Arrivato a Martin Place mi incuriosiscono un paio di persone davanti ad una vetrata di uno studio televisivo. Guardo meglio e vedo in carne ed ossa, al piano terra, quelli che fanno il notiziario.

Mentre vi scrivo queste cose sono al Royal Botanic Park, seduto su una pietra, davanti al mare, senza scarpe, col mio Ibook. Qualcuno mi dovrebbe fare una foto. La cosa “sorprendente” è che gli animali ti passano difianco: dovrebbero aver paura di me, invece sono io ad aver paura di loro. Se mi da una beccata al portatile però non arriva a fine giornata, lo giuro…

26022006203.jpg Made in Italy
Arrivo, finalmente, a Circular Quay. Mi accorgo di essere vicino all’Opera House e la raggiungo subito…mentre da lontano mi guardo l’Harbour Bridge…veramente stupendo. Faccio un bel giretto, tante belle foto, poi mi fiondo a The Rock, la parte più vecchia di Sydney. E’ domenica, quindi giorno del mercatino…veramente un sacco di roba simpatica. Dopodichè torno a Circular e faccio l’australiano, ordinando come pranzo (che poi sarebbe una colazione) beacon & eggs, più un cappuccino (sorprendentemente buono).

Quasi morto dal sonno, torno verso l’Opera House per poi recarmi qui, nel parco, per riposarmi un po’. Purtroppo per il momento mi devo accontentare di scrivere i post nel blog nei momenti “vuoti”, come questo, e non quando effettivamente sono negli internet point (non sono propriamente economici…quelli in cui sono stato, perlomeno).

Vi lascio, vi faccio i complimenti se avete letto tutto e siete arrivati fin qui. Vi lascio e vi dico che in questo momento il cielo è coperto, direi che siamo sui 20 gradi, tira un piacevole venticello, in maglietta e pantaloncini corti si sta che è una meraviglia.IMG_0886.jpg IMG_0924.jpg
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PS: gli aggiornamenti del blog sono in ritardo perchè, tra una cosa e l’altra, riuscire ad infilarsi in un internet point non è la cosa più semplice. Inoltre, non tutti mi permettono di usare il mio portatile.

Viaggio estenuante, arrivo impressionante

La cosa piu’ difficile finora, e’ stata trovare il tempo per aggiornare il blog :)

Il viaggio

Farsi un viaggio del genere, da soli, e’ stata piu dura del previsto. Nelle due notti precedenti alla partenza ho dormito rispettivamente 4 e 3 ore, con la speranza di poter recuperare, o quanto meno riposarmi, sull’aereo. La partenza da Fiumicino era prevista alle 14.15, ma potrebbe mai un mezzo di trasporto essere in orario con me sopra? Impossibile. L’MD-11 della Thai e’ quindi partito dall’Italia, verso Bangkok, con un ora di ritardo. Togliendo il fatto che non sono riuscito a dormire un solo secondo (e vedrete che sara’ un caso non isolato), il viaggio verso la Thailandia e’ stato piuttosto piacevole. Il mio amico porzione singola Glen, un ingegnere di Brisbane (Australia), mi ha tenuto compagnia parlandomi dell’Australia e di come ha trovato l’Italia (in particolar modo Bari, dov’e’ andato per lavoro). In inglese si intende. Durante il volo, mi sono pure rivisto The Island, prova del fatto che ho fatto bene a non comprarmi il DVD prima di partire :)
Glen e’ cosi’ gentile che mi lascia il suo biglietto da visita e mi scrive il suo numero di telefono, dicendomi di chiamare nel caso avessi bisogno di qualcosa. How sweet!

Arrivato a Bangkok alle 7 di mattina ora locale, sempre con un ora di ritardo, ho dovuto in fretta e furia arrivare al gate del 747 che mi avrebbe, dopo altre 9 ore di volo, portato a Sydney. Mi guardano il passaporto e mi dicono (in inglese)

“Aw. Come cavolo hanno fatto questa roba?”

Io: “Scusi”

“La foto! Hanno fatto davvero un brutto lavoro” (riferendosi a come era tagliata e incollata male)

Io: “E’ un passaporto italiano, che cosa si aspettava?

“Ahahah, ha ragione…ahahah”

Fino ad un minuto prima di partire, pensavo di farmi veramente il viaggio senza nessuno affianco. Tra l’altro, il mio posto finestrino era l’unico che il finestrino non l’aveva. Shit happens. Poi arriva una Thailandese, che poi scopriro’ essere molto piu grande di me e che si stava recando a Merlborune per un seminario. Simpatica. Grazie a lei, scopriro’ finalmente come si usano i fazzoletti caldi, che sono una figata assurda. Finalmente, riesco a dormire 2 orette e cosi’ riesco ad ingannare un po’ il tempo.

L’arrivo e le prime ore a Sydney

Prima di tutto voto 9 alla Thai, due voli eccezionali. Secondo, voto 9 alla burocrazia australiana…in dogana non sono stati cosi’ rompiscatole come pensavo e ho risolto tutto in pochi minuti. Incredibilmente, la valigia e’ arrivata e appena sono arrivato al rullo me la sono vista davanti. Voto 9 alla Francy che mi ha fatto una gradita sorpresa venendomi a prendere in aeroporto.

Per concludere, l’ostello a King Cross in cui sono attualmente e’ piuttosto carino. La prima persona che mi sono vista davanti, appena entrato, e’ stato un ragazzo con una maglia rossa: la guardo attentamente e vedo la faccia di abantantuono con scritto “Viuuuleeeenza”. Mitico…un milanese :) Un bell’arrivo.

Dopodiche’, una capatina da Starbucks (mancavo da quasi 3 anni ormai!), un giro per la citta’ e a letto verso le 3 ore locali. Mi addormentero’ poi alle 4 svegliandomi, ahime’, alle 7. Non riesco proprio a dormire.

Stamane, dopo colazione, a piedi in giro per la citta’. Presto le foto. Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto sul cellulare, al piu’ presto avranno mie notizie. Ora sono le 11.30 di mattino, e come potete immaginare sono stanco morto. A presto.

Flying through the air…

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