Il jet lag continua a fregarmi e, invece di svegliarmi ad un orario decente, mi sveglio alle 5 e non riesco più a dormire. Solita doccia, colazione dei campioni (stavolta molto più abbondante), una chiaccherata (come avevo già anticipato nel precedente diario) con il calabrese/canadese e la famiglia italiana di Genova, poi via a Circular Quay, non prima di aver postato il Day 3 nel blog.
Arrivato a CQ (la foto sovrastante vi mostra come è facile il City Rail della città) decido di partire per andare al Taronga Zoo, una delle attrazioni più significative di Syd. 37 dollari australiani e mi sono assicurato l’entrata allo Zoo e il biglietto, andata e ritorno, per il traghetto “Friendship”. Notare la vista spettacolare dalla barca…
Del Taronga Zoo potrei parlavi per giorni e giorni…in tutta la giornata ho scattato una cosa tipo 270 foto quindi potete solo immaginare! Ma qualche chicca ve la voglio dare lo stesso:
Nella prima foto potete vedere un serpente scappato inspiegabilmente dal suo recinto…ma dato che ogni animale ha un microchip, lo staff dello zoo è riuscito a riprenderlo…ma che bella pelle che hai! Nella seconda, i Koala…nella terza e la quarta ho fatto incontri ravvicinati del quarto tipo…
Visistato lo Zoo in qualche oretta, e tornato al molo con la Friendship, sono corso verso l’Harbour Bridge dove mi aspettava Francesca, insieme alla sua amica sud-coreana Jieun, per fare il mitico climbing (le vedete quelle persone in cima al ponte nella foto?):
La scalata del ponte è durata più del previsto: entrati alle 4 circa, ne siamo usciti alle 7.30…non male per le mie gambe già martoriate dalla mattinata!
Alla sera attraversiamo York Street e ci fiondiamo in un locale di George Street.
Per finire in bellezza la serata, sula metropolitana nel ritorno all’ostello un ragazzo mi fissa per qualche minuto, per poi dire: “Verona?”…e io “What, sorry?” Lui: “Sei di Verona? (indicando il marsupio)”. Così gli spiego che sono di Modena e iniziamo a parlare del suo compaesano (è calabrese), Beppe Sculli, che ha giocato nel Modna il primo anno di A. Poi iniziamo a parlare del più e del meno…Lui è un cameriere (con esperienza) che fa sempre le stagioni in giro per l’Italì e, ogni anno, prende e parte per un paese estero per starci un po’. Nice.
I miei compagni di camera non fanno per niente chiasso, anzi pare proprio che quello che ha fatto più casino sono io. Al mattino mi sveglio e scopro che quello nel letto a castello difianco a me è completamente nudo…chissà com’era contenta la ragazza che dormiva sotto di lui (che non conosceva)!
Questo è invece il quartiere in cui ho l’ostello…Kings Cross. Non dite che non sono un buon gustaio!







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