Preparativi e truffe tutte italiane

Non ho ancora messo piede sul suolo australiano, quindi non ho la certezza matematica di aver fatto tutto per bene (*sgrat* *sgrat*), ma fino a questo momento posso affermare che recarsi in Australia per vacanza/lavoro non è difficile come pensavo.

Causa mancata esperienza diretta, non posso confrontare i passi per organizzare un’avventura del genere con altri paesi europei ed extra-europei; mi limiterò quindi a parlarvi dei miei.

  1. Decisione: i fattori che possono portarvi ad una decisione del genere, sicuramente non facile, sono tantissimi. Per quanto mi riguarda, sono passati soltanto 4 giorni dal momento in cui ho iniziato a pensarci al momento in cui ho pagato i biglietti aerei. Decidere in fretta, dopo averci ovviamente pensato molto bene, è importante.
  2. Biglietto aereo: Tanti voli, tante compagnie, tanti prezzi. Io parto da Fiumicino con la Thai, con scalo a Bangkok, e ho optato per il volo di rientro aperto di un anno. Ciò significa che posso cambiare la data di rientro a mio piacimento, ovviamente sempre che ci sia la disponibilità di posto.
  3. Visto: per le mie esigenze ho richiesto un Working Holiday Visa, dalla durata di un anno che, come si intuisce dal nome stesso, ti permette anche di ottenere contratti temporanei di lavoro. Ogni contratto può durare al massimo 3 mesi: ciò significa che passato quel periodo di tempo bisogna cercarsi un altro lavoro, per legge. Il visto per l’Australia si può facilmente richiedere tramite il sito del governo; nel mio caso mi è stato rilasciato un visto elettronico in meno di 5 minuti. Il costo del visto è di 111 euro circa. Evitate le agenzie viaggi per i visti!
  4. Passaporto: l’Italia, oltre a fare di tutto per farti venire la voglia di andartene, riesce anche a metterti in difficoltà per la partenza. Infatti è l’unico paese in Europa, se non mi sbaglio, a imporre una Tassa governativa annuale (un bollo da 40 euro circa) per i viaggi extra-Ue.La puoi evitare soltanto se non parti direttamente dall’italia per una destinazione extra-europea, ad esempio Bologna/Milano/Roma - Francoforte e poi da Francoforte fuori dall’Europa. Questo perchè andando in un altro aeroporto europeo basta la Carta d’Identità, mentre a Francoforte non interessa a nessuno se non hai il bollo italiano. Se dopo 5 anni di voli e visti extra-UE, un bell’anno decidete di partire dall’Italia, e vi viene controllato il passaporto, lo stato prevede una sanzione di 103 euro per ogni anno in cui non è presente il bollo in questione (esatto, guardano anche indietro).
    Il bollo non vale un anno solare, ma prende in considerazione la data di emissione del passaporto. Il mio è stato emesso in giugno, quindi, avrei bisogno di due bolli nel caso tornassi ad agosto. 80 euro di truffa legalizzata.

Il resto, è tutto contorno. Lascio qualsiasi certezza per l’incertezza più assoluta. Perchè più dell’orario dell’arrivo e dell’ostello prenotato per 3 notti, non so niente :)

Come ho detto, continuano i preparativi. Proprio nelle ultime ore ho avuto modo di toccare con mano le mie prime banconote australiane…sembrano uscite dal monopoli! Inoltre sabato pomeriggio, girando per Bologna, ho deciso di cambiare il compagno di viaggio dei prossimi mesi: ormai il vecchio Seven tirava le cuoie, quindi ho deciso di sostituirlo con qualcosa di più adatto.

Monopoli o Australia? Il nuovo compagno di viaggio

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3 Responses to “Preparativi e truffe tutte italiane”


  1. 1 fla

    beh ma visti i costi secondo me tanto vale partire sempre dall’estero allora, probabilmente trovi anke voli a costi minori dall’estero verso extra-UE…

    il tempo stringe… sono anch’io in apprensione per te :)
    PS: hai detto che avresti votato X ma…invece non voterai un cavolo xke sei via! :(

  2. 2 Fabrizio

    Esattamente, dato che da non residiente non potrò votare. Sempre che non torni prima :P

  1. 1 Sembra facile mollare tutto e andarsene ? su One more thing
Comments are currently closed.