
Chi capisce il paragone vince una bambolina…
Come vi avevo scritto nelle precedenti bloggate, gli ultimi giorni prima della partenza sarebbero stati dedicati ai preparativi e, sopratutto, ai saluti. Con i miei compagni dell’università abbiamo quindi deciso che era più che opportuno festeggiare per la mia partenza e per gli ultimi risultati universitari (come il 4/30 di Pier in Analisi Numerica): grazie ai presenti (e non), è saltata fuori una serata di cui difficilmente ci dimenticheremo negli anni a venire.
Nonostante già prima di arrivare all’Osteria avessimo perso dei pezzi per strada (qualche paccaro, che non manca mai) la serata prende subito una strana piega e non ci mettiamo molto a capirlo. L’Oste ci dice che in 10 non può darci due tavoli, ma in 11 si: dato che a noi di solito non piace mangiare uno in braccio all’altro, abbiamo deciso di inventarci qualche presenza fantasma che “arriverà di sicuro, ma con un po’ di ritardo”. Andrea compra una rosa con un euro da un pakistano e la regala inspiegabilmente a Davì: l’acqua è stata bandita dal nostro tavolo e iniziamo le ordinazioni di vino molto prima dell’inizio della cena.

Il vino continua a scorrere (10 litri di vino in 10, si conterà a fine serata) e si intraprendono i discorsi più sbagliati in queste situazioni. Io e Claudia iniziamo a parlare di politica e la situazione si accende: per calmarla mi tocca dirle che voterò Prodi le prossime elezioni e fortunatamente la ragazza torna ad essere dolce e docile come sempre anche per merito del vino. Andrea pone le condizioni della serata: se vuoi il crostino, devi bere un bicchiere di vino; la gente è affamata e non ha alternative. Così facendo, distrae la compagnia e lui continua a non bere un cazzo.

I crostini, però, non bastano per arginare i litri di vino. E ci sono alcune situazioni imbarazzanti, come la gente che non stava più in piedi o come Davì e Ice che, fingendo di essere gay, ci provano con le ragazze di qualche tavolo più in la che ci danno dei bambini.

La serata, però, è tutt’altro che finita. Ovviamente tutti sobri ce ne andiamo in giro per Bologna urlando a squarciagola “Per cui la quale…Cicale Cicale Cicale” cercando consensi. A sorpresa, ne abbiamo avuti e conosciamo 4 belle e simpatiche ragazze del corso di lingue con cui non ci mettiamo molto a fare amicizia.

E’ stata una serata indimenticabile. Dopo aver pagato 9 euro di parcheggio (e di cena ne avevo spesi 13), accompagno due delle ragazze a casa e mi fiondo in autostrada.
L’ultima cosa che speravo e pensavo di incontrare in Autostrada alle 2.30 del mattino, era una pattuglia della Polizia Stradale che ovviamente, e non poteva essere altrimenti, mi ferma per controlli. Scoprirò poi che mi contestevano il fatto di stare in seconda corsia mentre la terza era libera per più di un chilometro e, per pura casualità, spunta fuori l’etilometro.
Blu: “Dov’è stato?”
Io: “*GLOM* A….a…a Bologna”.
Blu: “Soffi qui, prego”.
Per gesto divino, un po’ alla Pulp Fiction, rientro incredibilmente nei limiti (anche perchè dalla cena, 22.00 massimo, erano passate 4 ore, una pizza e una bottiglietta d’acqua) e mi lasciano andare senza evirarmi i punti sulla patente e senza multa. Alla fine, sono un bravo ragazzo.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i presenti, in particolar modo chi se ne doveva andare a casa ed ha rimandato la partenza per non mancare. Un grande grazie anche a chi mi ha regalato il libro che avrà il compito di farmi compagnia durate il volo e durante la permanenza in Australia…però la dedica da ubriaco te la sei dimenticata!
Claudia invece si beccherà una bella ramanzina per essere andata a casa senza dirmi niente…mi sono preoccupato!
Mi mancherete ragazzi!
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