Monthly Archive for February, 2006

Le ultime ore prima della partenza

Ultime ore prima della partenza. Ovviamente, è una sensazione difficile da descrivere: domani alle 14.15 avrò il 747 Thai che mi porterà prima a Bangkok, con arrivo alle 6 di mattina, e poi a Sydney. Il mio arrivo, ora locale, è previsto per le 21. Lascierò l’Italia, Silvio, Trenitalia, la carbonara, i miei genitori, gli amici a casa e gli amici all’università, la mia mansarda, il mio letto…il mio iMac :)

Prima di lasciare il belpaese, un elogio ed una critica a Telecom Italia. Elogio perchè ho richiesto di passare da Alice 4Mega ad Alice Free 640, procedura che hanno cominciato il giorno successivo lasciandomi, inevitabilmente per motivi tecnici, senza connessione a casa (Questo infatti è un diario di fortuna, in forma ridotta). Critica perchè la burocrazia per la riconsegna del modem a noleggio è a dir poco un odissea. Fortunatamente, grazie a due operatori del 187, ho accellerato notevolmente i tempi che rischiavano di essere notevolmente lunghi a causa della poca voglia del centro Telecom Italia di Modena. Insomma, anche quest’ultima cosa, è stata sistemata.

Questi ultimi due giorni prima della partenza mi sono piaciuti molto. Ho salutato alcune delle persone più importanti che dovevo salutare (le altre non me ne vogliano, ma la colpa è anche un po’ vostra), e ho fatto le cose che mi piacevano di più fare. Volete rendermi felice come ieri sera? Non ci vuole tanto. Datemi una 159 nuova, interni beige, un viaggio (seppur piccolo) da fare di notte e un bellissimo CD anni 80′, di cui al più presto vi fornirò i dettagli. Una, piccola, formula della felicità.

Un ingrediente non indifferente

Ci vediamo tra 16.000km, a 30° gradi, da un altro continente e in particolare da una città da sogno. A presto.

Houston, we have a problem

Preparativi

Secondo voi gli australiani mi consideranno così? :|

Le ragazze porzione singola

Fight Club

Per chi ha visto Fight Club, il concetto di single-serving (porzione singola) sarà sicuramente una delle cose che vi è rimasta più impresso.

Il protagonista (interpretato splendidamente da Edward Norton) dice che nei viaggi tutto è porzione singola: le salviette, il latte, lo zucchero, i campioni di sapone, i campioni di shampoo…anche le persone che incontri ad ogni volo sono porzione singola.

Credo di poter affermare che in treno vale la stessa cosa. Nonostante faccia la stessa tratta tutte le volte, le ragazze che incontro (scusate, ma d’altronde è inevitabile che monopolizzino le mie attenzioni :D ) sono sempre porzione singola, poichè mai e poi mai avrò l’occasione di rivederle di nuovo - e questa è una cosa che ormai posso provare quasi matematicamente.La splendida ragazza porzione singola di oggi difficilmente riuscirò a dimenticarla: capelli leggermente mossi, castani, lunghi fino alle spalle, con cui per tutto il viaggio giocava per ingannare il tempo; occhi dolci, di un marroncino molto chiaro, in cui mi sarei perso per la maggior parte del viaggio se soltanto avessi potuto; era vestita in modo semplice, come semplice e pulito era il suo viso, e per nulla appariscente, jeans e maglioncino leggermente scollato di un bel colore rosso, tonalità che ricordo bene perchè mi è venuto spontaneo il confronto con il mio, più verso il bordeaux.

Mi sono sempre lamentato dei treni, ma adoro osservare le persone che lo frequentano. Osservare i comportamenti, i gesti, sentire i vari secondi di conversazione mentre cammino tra i vagoni senza capirne nè il senso nè il contesto.

Adoro tutte le single-serving girl che riescono a rapirmi: per farlo devono avere tutte qualcosa di speciale, ma non lo scoprirò mai. E adoro “I like Chopin” dei Gazebo, veramente una gran canzone.

Preparativi e truffe tutte italiane

Non ho ancora messo piede sul suolo australiano, quindi non ho la certezza matematica di aver fatto tutto per bene (*sgrat* *sgrat*), ma fino a questo momento posso affermare che recarsi in Australia per vacanza/lavoro non è difficile come pensavo.

Causa mancata esperienza diretta, non posso confrontare i passi per organizzare un’avventura del genere con altri paesi europei ed extra-europei; mi limiterò quindi a parlarvi dei miei.

  1. Decisione: i fattori che possono portarvi ad una decisione del genere, sicuramente non facile, sono tantissimi. Per quanto mi riguarda, sono passati soltanto 4 giorni dal momento in cui ho iniziato a pensarci al momento in cui ho pagato i biglietti aerei. Decidere in fretta, dopo averci ovviamente pensato molto bene, è importante.
  2. Biglietto aereo: Tanti voli, tante compagnie, tanti prezzi. Io parto da Fiumicino con la Thai, con scalo a Bangkok, e ho optato per il volo di rientro aperto di un anno. Ciò significa che posso cambiare la data di rientro a mio piacimento, ovviamente sempre che ci sia la disponibilità di posto.
  3. Visto: per le mie esigenze ho richiesto un Working Holiday Visa, dalla durata di un anno che, come si intuisce dal nome stesso, ti permette anche di ottenere contratti temporanei di lavoro. Ogni contratto può durare al massimo 3 mesi: ciò significa che passato quel periodo di tempo bisogna cercarsi un altro lavoro, per legge. Il visto per l’Australia si può facilmente richiedere tramite il sito del governo; nel mio caso mi è stato rilasciato un visto elettronico in meno di 5 minuti. Il costo del visto è di 111 euro circa. Evitate le agenzie viaggi per i visti!
  4. Passaporto: l’Italia, oltre a fare di tutto per farti venire la voglia di andartene, riesce anche a metterti in difficoltà per la partenza. Infatti è l’unico paese in Europa, se non mi sbaglio, a imporre una Tassa governativa annuale (un bollo da 40 euro circa) per i viaggi extra-Ue.La puoi evitare soltanto se non parti direttamente dall’italia per una destinazione extra-europea, ad esempio Bologna/Milano/Roma - Francoforte e poi da Francoforte fuori dall’Europa. Questo perchè andando in un altro aeroporto europeo basta la Carta d’Identità, mentre a Francoforte non interessa a nessuno se non hai il bollo italiano. Se dopo 5 anni di voli e visti extra-UE, un bell’anno decidete di partire dall’Italia, e vi viene controllato il passaporto, lo stato prevede una sanzione di 103 euro per ogni anno in cui non è presente il bollo in questione (esatto, guardano anche indietro).
    Il bollo non vale un anno solare, ma prende in considerazione la data di emissione del passaporto. Il mio è stato emesso in giugno, quindi, avrei bisogno di due bolli nel caso tornassi ad agosto. 80 euro di truffa legalizzata.

Il resto, è tutto contorno. Lascio qualsiasi certezza per l’incertezza più assoluta. Perchè più dell’orario dell’arrivo e dell’ostello prenotato per 3 notti, non so niente :)

Come ho detto, continuano i preparativi. Proprio nelle ultime ore ho avuto modo di toccare con mano le mie prime banconote australiane…sembrano uscite dal monopoli! Inoltre sabato pomeriggio, girando per Bologna, ho deciso di cambiare il compagno di viaggio dei prossimi mesi: ormai il vecchio Seven tirava le cuoie, quindi ho deciso di sostituirlo con qualcosa di più adatto.

Monopoli o Australia? Il nuovo compagno di viaggio

Una serata indimenticabile

miracolo pulp fiction
Chi capisce il paragone vince una bambolina…

Come vi avevo scritto nelle precedenti bloggate, gli ultimi giorni prima della partenza sarebbero stati dedicati ai preparativi e, sopratutto, ai saluti. Con i miei compagni dell’università abbiamo quindi deciso che era più che opportuno festeggiare per la mia partenza e per gli ultimi risultati universitari (come il 4/30 di Pier in Analisi Numerica): grazie ai presenti (e non), è saltata fuori una serata di cui difficilmente ci dimenticheremo negli anni a venire.

Nonostante già prima di arrivare all’Osteria avessimo perso dei pezzi per strada (qualche paccaro, che non manca mai) la serata prende subito una strana piega e non ci mettiamo molto a capirlo. L’Oste ci dice che in 10 non può darci due tavoli, ma in 11 si: dato che a noi di solito non piace mangiare uno in braccio all’altro, abbiamo deciso di inventarci qualche presenza fantasma che “arriverà di sicuro, ma con un po’ di ritardo”. Andrea compra una rosa con un euro da un pakistano e la regala inspiegabilmente a Davì: l’acqua è stata bandita dal nostro tavolo e iniziamo le ordinazioni di vino molto prima dell’inizio della cena.

La rosa di davi' Ancora sobri...

Il vino continua a scorrere (10 litri di vino in 10, si conterà a fine serata) e si intraprendono i discorsi più sbagliati in queste situazioni. Io e Claudia iniziamo a parlare di politica e la situazione si accende: per calmarla mi tocca dirle che voterò Prodi le prossime elezioni e fortunatamente la ragazza torna ad essere dolce e docile come sempre anche per merito del vino. Andrea pone le condizioni della serata: se vuoi il crostino, devi bere un bicchiere di vino; la gente è affamata e non ha alternative. Così facendo, distrae la compagnia e lui continua a non bere un cazzo.

Claudia attivista politica 1 Claudia dopo la mia confessione sul voto Andrea e il suo vinello La tavolata

I crostini, però, non bastano per arginare i litri di vino. E ci sono alcune situazioni imbarazzanti, come la gente che non stava più in piedi o come Davì e Ice che, fingendo di essere gay, ci provano con le ragazze di qualche tavolo più in la che ci danno dei bambini.

Condizioni agghiaccianti Condizioni agghiaccianti 2 Il tavolo

La serata, però, è tutt’altro che finita. Ovviamente tutti sobri ce ne andiamo in giro per Bologna urlando a squarciagola “Per cui la quale…Cicale Cicale Cicale” cercando consensi. A sorpresa, ne abbiamo avuti e conosciamo 4 belle e simpatiche ragazze del corso di lingue con cui non ci mettiamo molto a fare amicizia.

Cicale Cicaline

E’ stata una serata indimenticabile. Dopo aver pagato 9 euro di parcheggio (e di cena ne avevo spesi 13), accompagno due delle ragazze a casa e mi fiondo in autostrada.

L’ultima cosa che speravo e pensavo di incontrare in Autostrada alle 2.30 del mattino, era una pattuglia della Polizia Stradale che ovviamente, e non poteva essere altrimenti, mi ferma per controlli. Scoprirò poi che mi contestevano il fatto di stare in seconda corsia mentre la terza era libera per più di un chilometro e, per pura casualità, spunta fuori l’etilometro.

Blu: “Dov’è stato?”

Io: “*GLOM* A….a…a Bologna”.

Blu: “Soffi qui, prego”.

Per gesto divino, un po’ alla Pulp Fiction, rientro incredibilmente nei limiti (anche perchè dalla cena, 22.00 massimo, erano passate 4 ore, una pizza e una bottiglietta d’acqua) e mi lasciano andare senza evirarmi i punti sulla patente e senza multa. Alla fine, sono un bravo ragazzo.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i presenti, in particolar modo chi se ne doveva andare a casa ed ha rimandato la partenza per non mancare. Un grande grazie anche a chi mi ha regalato il libro che avrà il compito di farmi compagnia durate il volo e durante la permanenza in Australia…però la dedica da ubriaco te la sei dimenticata!

Claudia invece si beccherà una bella ramanzina per essere andata a casa senza dirmi niente…mi sono preoccupato!

Mi mancherete ragazzi!