Monthly Archive for February, 2006

Come partire

Mi sono sempre chiesto come ci si sente prima di partire per un’avventura del genere, ma sopratutto, da dove parte l’idea e come si arriva ad una decisione del genere. Fa un certo senso, ora, sentirsi dall’altra parte, sentirselo chiedere.

Regola numero uno: voglia di lasciare il paese. Chi mi conosce bene sa quanto adoro viaggiare, sa quanto ho sempre desiderato fare un’esperienza all’estero, sa quanto lascerei questo stato.

Regola numero due: pochi legami. Niente moglie, niente figli, niente ragazza, nessuna squadra di calcio che piangerà per la mia assenza. Di solito anzi, succedeva il contrario.

Regola numero tre: no fear. Nessuna paura di partire da solo, nessuna paura di lasciare un mondo di certezze per l’incertezza più assoluta. Nessuna paura di mettersi in discussione.

Detto questo, la voglia di prendere e partire, diciamocelo, ce l’hanno in tanti. Me compreso. Dal momento in cui la Francy, la mia amica che già sta a Sydney, mi ha detto scherzosamente di andarla a trovare al momento in cui ho portato l’assegno in agenzia, sono passati soltanto 4 giorni. La sua proposta buttata li è diventata il trampolino di lancio per sogni e desideri nel cassetto da molto tempo.

Tempo fa postai un quote di Paolo Attivissimo, che vi invito a rileggere. In sostanza consigliava di non rimandare certe scelte, perchè probabilmente più passa il tempo, meno probabilità avrete di farle. Questo è un altro piccolo, ma decisivo, fattore che mi ha portato alla scelta.

A contribuire a questa mia partenza, è stata anche una persona che ho avuto modo di conoscere recentemente (la diretta interessata capirà di essere chiamata in causa). A 19 anni, dopo le superiori, lasciò la Sicilia per trasferirsi un anno e mezzo per lavorare Inghilterra. Da sola. Tornata, iniziò e finì l’università di lingue. E’ una persona che ammiro tantissimo, e ammiro anche quello che ha fatto. Se parto, se ho avuto il coraggio di partire, è anche merito suo.

Non posso non ringraziare i miei genitori, che sono stati comprensivi e mi hanno supportato nonostante le loro perplessità. Un ringraziamento speciale va anche ad alcuni dei miei più cari amici, conosciuti tra internet e università, che mi hanno ascoltato e dato coraggio nei momenti più decisivi. Ma ringrazio anche quelli che mi hanno frenato, o spezzato, in parte, l’entusiasmo.

Ormai ci siamo. Quasi una settimana. I preparativi continuano: mi sono tagliato rasato i capelli :)

Giorni decisivi

I prossimi giorni della settimana saranno decisivi. Mentre negli ultimi giorni ho impiegato quasi tutto il mio tempo e le mie risorse nella preparazione degli ultimi esami di febbraio, i preparativi per la partenza procedono decisamente più lentamente.

Aver sospeso l’abbonamento a Internazionale, per esempio, è un piccolo grande gesto che mi fa capire quanto ormai sono vicino al D-Day. Mi mancherà tanto direi. Peccato non poterlo leggere da laggiu.
Ma anche aver sisitemato il mio passaporto, pagando il furto legalizzato di 42 euro per la marca da bollo annuale, necessaria per i paesi extra UE (o UE’, in napoletano). Mi chiedo soltanto se è una cosa che esiste anche negli altri stati…

Fatemi un gran in bocca al lupo.

Poco incline al sorriso vivo schivo Mi rado di rado non bado a chi non bada Detesto il giorno odio ogni individuo Sono il grido muto di un fiore reciso Quel gusto in bocca che sa di macchina mi sveglia il rumore di una fabbrica
Vorrei ancora un giorno da vivere con te
almeno un momento e liberar la mente
La rabbia di un re calpestato dal tempo
il rumore di insetti spostati dal vento
la luce riflessa da lune ormai spente
il volto sbiadito di madri represse
Non so cos’è che mi fa stare male
quotidianamente mi vien voglia di sparare
Distruggere ogni cosa e cancellarla via
Non so cos’è non so niente

Mistonocivo - Shvrentz

Semplice, ma difficile?

Esattamente tra due settimane, a quest’ora, sarò più o meno a metà viaggio sul 747 Thai per Bangkok, scalo intermedio che mi porterà, dopo altre 10 ore di viaggio, a Sydney.

14 Giorni. Insomma, ormai ci siamo. Il tempo vola e le emozioni, inevitabilmente, aumentano in maniera esponenziale. A frenare la maggior parte delle emozioni che vorrei destinare alla partenza, però, è l’esame di Paradigmi di Programmazione che avrò martedì e mercoledì prossimo.

Le cose da sistemare sono ancora molte: ho soltanto pronto il Visto, il biglietto aereo e un ostello dove sbattere la testa i primi 3 giorni. I prossimi passi da sistemare, spero in fretta, sono il passaporto (ci vuole o non ci vuole questo maledetto bollo annuale?), il modulo dell’USL per l’assistenza sanitaria all’estero, sospendere il mio abbonamento a Internazionale, convertire l’ADSL da mega a 640 e qualche rapporto personale lasciato un po’ a metà. Senza parlare poi della valigia (preparerò sicuramente lo shuttle da 120 litri) e delle cose da portarmi dietro.
Mi verrebbe da dire che partire è semplice, ma difficile. Oppure complicato, ma facile?

Voglio ringraziare invece il cliente che ha lasciato il cd “Greatest Hits III” dei Queen sulla Ford Mondeo 2.2 da 155 cavalli (bel motorino) che consegnerò domani mattina a Bologna. Mi ha fatto da soundtrack per questo momento semplice, ma difficile.

Di nuovo papà!

ibook ibook II Ibook III

Chi trova un amico, trova un tesoro. Dopo aver venduto il mio vecchio portatile, questo iBook 12 sarà il mio fido compagno di viaggio e mi terrà compagnia per la permanenza in Australia. Un compito arduo e faticoso, ma mi ha giurato che ce la farà :)

L’ibook completa la famiglia dei prodotti Apple di casa Fix, dopo l’iMac del sottoscritto e il Mac Mini per la mia sveglia biologica. Ormai sono un mac-user e mac-addicted a tutti gli effetti.

-17.

Il muro di gomma

I resti dell' Itavia 870

Nonostante l’avessi disponibile da diverse settimane, soltanto ieri sera ho visto “Il muro di gomma” (1991), il film diretto da Marco Risi e scritto da Andrea Purgatori riguardante la strage di Ustica, uno dei misteri e una delle pagine più oscure della storia italiana.

Dopo aver visto questo bel film, tra l’altro secondo me veramente ben realizzato e diretto, sono tornato nuovamente ad informarmi sulla vicenda a distanza di diversi anni: la prima volta che mi interessai ad Ustica infatti fu dopo la visione di un’altrettanto interessante puntata di Blu Notte dedicata all’argomento. Come al solito, a voi un paio di link interessanti:

Si parla veramente poco, a mio parere, del coraggio che ha avuto il giornalista del Corriere della Sera durante tutti questi anni. Se qualcosa è venuto a galla, è proprio grazie alla sua battaglia e alla sua voglia di verità che per vent’anni non si è mai spenta e continua a non spegnersi. Forse nella realtà non sarà eroico come lo si presenta nel film, ma ammiro Andrea Purgatori (uno dei maggiori esperti riguardo la strage, il primo a confutare la tesi del cedimento strutturale, …) per quello che ha fatto.

Il film, comunque, è da vedere.