Monthly Archive for March, 2006

Mezzanotte e nutella

Il diario della giornata di giovedì parte dalla fine. Mentre scrivo è mezzanotte e 15, in cucina c’è solo un tedesco, che mi ha offerto un panino, il mio Mac, io, una birra e un vasetto di Nutella. La mia cena. Ripercorrendo la giornata all’indietro, ho giocato il mio primo calcetto in Australia, insieme a Johnny e altri italo/australiani, tutti molto simpatici con cui però ho parlato solo in inglese. Ho fatto 3-4 gol quindi potete immaginare che il livello della partita non era altissimo :D

Nutella, Birra e Mac

Il tempo torna indietro, verso il tardo pomeriggio, e devo ancora comprarmi le scarpe per la partita. Dato che non avevo assolutamente voglia di spendere 100/150/200 dollari per un paio di scarpe che avrei innagurato giocandoci a calcetto, ho deciso che il mio budget doveva essere molto limitato. Girando per Kings Cross trovo un negozio di cinesi e trovo le mie scarpe: perfette! La cinese mi chiede 20 dollari (meno di 12 euro) e io non ci penso nemmeno a dire “Scusi ci dev’essere un errore” (come nella pubblicità di AGG, per i più addormentati). Deal!

Nel frattempo Nils è finito a lavorare in una Fabbrica di miele senz’api, per un bel gruzzoletto, mentre Francesco è andato a tentar fortuna in un ristorante italiano. Scoprirò poi che per il primo la giornata non è stato tanto dura per quanto riguarda il lavoro, ma faticosa perchè si sentiva mezzo malato (e poi mangia la pasta bevendo il latte), mentre il secondo dovrà tornare anche domani e dopodomani. Che il responsabile lo faccia lavorare aggratis due giorni per poi non chiamarlo? E’ pur sempre un napoletano…(senza offesa!)

La prima parte della giornata è stata pressochè identica a quelle precedenti. Il mio lavoro al Check-in prosegue piuttosto bene, nonostante qualche piccola difficoltà con la lingua nel rispondere al telefono, così come quello della laundry. Un ringraziamento speciale alle due ragazze di Verona, arrivate nel nostro ostello proprio in mattinata, che hanno voluto aiutarmi a piegare le lenzuola velocizzandomi i compiti. Sarà perchè ho fatto loro un ottimo caffè a colazione?

Passiamo quindi all’ultimo, ovvero il primo, argomento della giornata. La Moka. Ebbene si, l’ho comprata! Mi è costata 30 dollari, è per 3/4 persone, e nonostante l’aspetto fa pure un caffè più che accettabile. In pochi giorni, grazie agli insegnamenti della mamma, mi sono fatto una piccola fama in ostello e tutti non aspettano altro che il mio caffè (è l’unica cosa che posso offrir loro, oltre la pasta col sugo non so far nient’altro!). Ovviamente il caffè lo faccio rigorosamente con la schiumetta…

L'ultimo arrivato

Non si nasce imparati

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A lavoro!

A quanto pare i vostri desideri si sono avverati, le vostre “secciate” (in salernitano seccia è il polipo, una secciata è quando il polipo ti viene lanciato addosso e, secondo loro, è una cosa che porta sfiga) sono arrivate: ho finalmente iniziato a lavorare :)

Come vi avevo già annunciato, Vanessa (la responsabile dell’ostello) mi ha offerto di lavorare in cambio di free accomodation. Per ora si tratta di laundry al mattino (lavare le lenzuola, asciugamani…) e check-in al pomeriggio. Se mia madre mi vedesse le prenderebbe un infarto…sto cucinando, lavando i piatti e lavando pure le lenzuola degli altri: non ti preoccupare ma’, quando torno sarà tutto come prima! :D

La prima giornata di lavoro, lunedì, è passata abbastanza in fretta anche se ho avuto diverse difficoltà a piegare le matrimoniali da solo e a far funzionare adeguatamente l’asciugatrice. Per tutta la settimana c’è stato brutto tempo e quando inizio a lavorare io, il cielo si sgombra e la temperatura inizia a salire. Strano.

Quando tanto quando niente; sommerso dalle proposte, martedì ho dovuto chiedere a mio cugino di sostituirmi per il lavoro mattiniero e a Nils per quello pomeridiano, per poter lavorare nuovamente all’Italian Institute of Culture di Sydney. Pensando di dover lavorare meno, in quanto si trattava di imbustare degli inviti, mi sono dovuto ricredere quando ho visto le 3500 buste da riempire. Dopo 7 ore di lavoro, mi sentivo laureato in lettere e avevo paura di sognare la notte un mio probabile imbustamento.

La sera, dopo una pizza veloce, sono uscito a Darling Harbour con Jieun e sono tornato per mezzanotte. Dato che era l’ultima sera di Vittorio, il primissimo italiano che ho conosciuto a Sydney, tutto l’ostello era rimasto in balcone per dargli l’ultimo saluto, sforando l’orario di chiusura (11 PM). Ma verso le due notte, Vittorio propone di fare un ultima passeggiata verso l’Opera House: come rifiutare? Così parte una spedizione, con tanto di spumante, formata da un modenese, un milanese, un fiorentino, un inglese (che è poi partito con Vittorio) ed un canadese (che parte per la Nuova Zelanda venerdì). Siamo tornati in ostello alle 4, e la mia sveglia era puntata alle 8 di mattina. Good.

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Il battesimo nell’oceano

Finalmente, dopo una settimana caratterizzata dal brutto tempo, domenica è stata una bella giornata e, come al solito, l’avevo capito da come era iniziata la mattinata.

Sceso per far colazione, mentre mio cugino e Nils (che era tornato a letto alle 8 di mattina) ancora dormivano, Vanessa mi propone di lavorare per l’ostello in cambio della free accomodation (ovvero non pago la permanenza in ostello). Senza pensarci due volte accetto e lei mi rifila un aggettivo mai sentito prima: “You’re my laundry bitch now!” (Sei la mia puttana della lavanderia ora). Insomma, quando prima di partire scherzavo sul fatto che avrei fatto la puttana una volta qui, a quanto pare ci sono andato vicino :)

La giornata è completamente serena e decidiamo, insieme a Johnny, di andare a Cogee Beach, una delle spiagge che ancora non avevo visto. Dopo un buon fish & chips in riva al mare, piazziamo i nostri asciugamani in posizione strategica e iniziamo la nostra giornata di mare, tra pennichelle e onde davvero pUtenti (una mi ha tolto anche il costume, ma i miei riflessi hanno fatto in modo di non spaventare nessuno).

Aspettando il pulman per cogee Al fish & chips

Guardate com'è scritto... Un onda che mi prende in pieno

A quel punto, Francesco decide di fare un filmino della giornata e con la scusa va vicino a due ragazze ma, sorpresa, una di esse è italiana, per la precisione di Castelfranco Emilia (Modena). Così facciamo conoscenza con le due ragazze (l’altra è francese) e ci scambiamo i numeri di telefono.

Francesco, Fabrizio, Nils e Johnny Il mare stanca...
Dopo un caffè a Cogee Beach torniamo in ostello e, per la seconda sera consecutiva, ci trattiamo bene e riutilizziamo il barbeque per cuocere la carne. Tre belle bisteccone, un insalatina con pomodori, formaggio, mais e le bruschette di Francesco. La cena dei campioni.

La grigliata

Il fine serata lo passiamo in giro per Kings Cross, in vista della maxi cena che sto organizzando per martedì sera da Moretti, la pizzeria italiana nel quartiere italiano. In un momento di polleggio conosciamo anche un’altra italiana, attratta dalle discussioni accese in lingua madre sull’infinito e oltre tra me e mio cugino. Era di Milano, studia qui a Sydney ed era notevolmente bella.

Torniamo in ostello per mezzanotte e restiamo in cucina a parlare con i ragazzi, mentre utilizziamo il portatile per montare qualche filmatino. Nel frattempo, diversa gente ci ha lasciato e altra ci lascerà. Michele, il ragazzo di Trento, che dopo 10 mesi in giro per l’australia è tornato a casa, una settimana prima del previsto. Vittorio, il milanese che ho incontrato il primo giorno in Australia, quello con la maglia di abatantuono per intenderci, se ne tornerà dalla sua ragazza dopo 6 mesi passati tra i canguri. Una delle ragazze tedesche, quella che prima faceva la lavanderia, se ne andrà anche lei dopo 9 mesi e lascerà qui la sua metà canadese (chissà quante lacrime). Grant, il canadese che sta in camera con noi (e che possiede un ibook 12 come me) se ne andrà il primo aprile dopo 3 mesi di vacanza. Qui è tutto un via vai. Ormai ci ho già fatto l’abitudine.

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