Martedì mattina. Dopo la solita colazione dei campioni, che presto sarà sostituita causa assueffazione, saluto (questa volta definitivamente) Carlo e Dylan, che ci lasciano per tornare in patria. Dopodichè faccio una decina di copie del mio curriculum e mi presento in tutti gli autonoleggi in William St., sempre in Kings Cross. Thrifty, Avis, Europcar, Budget, National, Hertz, Bird (locale). Appena dico che in Italia lavoravo per la Maggiore, praticamente tutti i responsabili dell’agenzia si sono interessati a me facendomi alcune domande, dicendomi che mi avrebbero fatto sapere. Apparentemente sembra promettente, ma c’è da aspettare la loro chiamata.
Nel pomeriggio invece faccio visita agli uffici Thai, per cambiare il mio volo previsto per il 22 marzo. Ebbene, non torno dopo un mese, è ufficiale. Il volo è stato momentaneamente posticipato al 30 giugno, con l’idea di restare qualche giorno in Thailandia per spezzare le 20 ore di viaggio.
Nel frattempo, il gruppo vacanze Fix continua la sua attività e cerca di organizzare un viaggio nella sempre sognata Nuova Zelanda, in particolare l’isola del Sud. Per ora i candidati di viaggio sono 4, ma la mia presenza è un incognita. Aspetterò le chiamate delle agenzie, se ci saranno, poi prenderò le mie decisioni. Difficilmente partirò se mi offriranno un lavoro.
La sera invece l’ho passata a Darling Harbour, in un ristorante italiano, in cui il loro calzone non si avvicina nemmeno lontanamente a quello italiano






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