Monthly Archive for May, 2006

Continuano le partenze…

Ed un altro pezzo di “storia” se n’è andato.

Nils, Vanessa, il sottoscritto

Ho incontrato Nils la prima settimana in cui sono arrivato a Sydney, in ostello, e ho avuto modo di conoscerlo meglio durante la seconda quando, insieme a Carlo e Dylan, abbiamo deciso di fare il giro Melbourne-Great Ocean Road-Adelaide-Kangaroo Island. Poi, al nostro ritorno alla base, Vanessa ci ha piazzato in camera insieme, dove arriverà poi anche mio cugino.

La camera 32 era, di fatto, la camera della mafia della lavanderia. Tra me, mio cugino e Nils avevamo preso in appalto il lavoro della laundry :) Ci siamo proprio divertiti…

E’ come se mi avesse lasciato un fratello, oggi. Ieri sera, però, serata celebrativa al World Bar.

Joerg continua a versare... Eva's people @ worldbar

Le Jag di birra si fanno sentire... Nils il giorno successivo ci lascerà ...

Per il fronte Fiji, mi sono organizzato per i primi giorni di viaggio. Tutto il resto sarà all’avventura…anche se ho avuto ottime indicazioni da Costas, che è stato in quel paradiso non più di 2 settimane fa, e da Hilary e Matisse (che sono proprio di là). Ovviamente il backpack devo ancora prepararlo…

Ah, nota importante: il mio cellulare australiano non fa roaming, esattamente come in Nuova Zelanda. Per cui porterò dietro la mia sim italiana, sempre che non l’abbia persa :) Se volete scrivermi un messaggino, mi troverete li dal 4 al 15 giugno.

Domani mi sono preso la mattinata libera (niente laundry bitch) per farmi un giro con mio cugino, posticipare il volo di rientro in Italia (che è ancora al 30 giugno) e tagliarmi i capelli.

A volte ritornano, a volte si rompono

A volte ritornano.
All’orario improponibile delle 6.30 di domenica mattina, mio cugino ha fatto il suo ritorno a Sydney dopo aver passato le ultime 3 settimane in giro per la East Coast. Esattamente come per Nils qualche giorno fa, il mio primo, sincero, commento è stato: “Tagliati quei capelli perfavore”.

Riguardo il suo viaggio insieme a Diego nella loro Land Cruiser, si narrano le avventure più strampalate. Si vocifera di McDonalds che diventa sinonimo di bagno pubblico, tedesche bellissime e molto “socievoli”, pesci pescati lunghi metri, tramonti rossi fuoco…ma questa è un altra storia. Sta di fatto che stiamo facendo un po per uno: arriva lui, parto io, arrivo io, parte lui…

Diego, Francesco e la loro LandCruiser Big Fish

Uno dei tanti fantomatici tramonti lungo la East Coast... Eh...il mare!

A volte si rompono.
Dopo circa 3 mesi di onorato servizio, ho dovuto dire addio alla mia prima macchinetta del caffè australiana: distratto da una conversazione, ho commesso il fatale errore di dimenticare l’acqua. Il risultato: la guarnizione si è squagliata diventando una cosa unica con l’alluminio…
La sera stessa, per rimediare, tappa a Bondi Junction (Dovete sapere che qui a Sydney, il giovedì, i negozi chiudono eccezionalmente alle 9 di sera invece che con le galline, alle 6) dove mi sono concesso anche un paio di scarpe nuove, dato che le mie Walsh (quelle originali, non quelle taroccate) hanno fatto decisamente il loro tempo. La scelta è caduta su un paio di Tiger nere, che da tempo adocchiavo.

Tiger

Per il resto preparo lentamente il mio viaggio alle Fiji mentre, a quanto pare, Nils e mio cugino pare abbiano deciso di tornare a casa rispettivamente il 31 maggio (mercoledì) e il 19 giugno.

3 mesi (aggiornato)

Il tempo passa in fretta. Lo si vede dalla gente che arriva e poi ti riparte sotto il naso, lo si vede dai tubetti di dentifricio che finiscono, lo si vede dal calo drastico di calzini neri ad ogni nuova lavatrice… (tra l’altro, vorrei spezzare una lancia a favore della teoria che prende seriamente in considerazione il fatto che la lavatrice mangi i calzini).

E così, 25 Maggio 2006, sono ben tre mesi che manco dal bel paese. Tre mesi passati tra Eva’s, Sydney, Melbourne, Great Ocean Road, Kangaroo Island, entrambe le isole della Nuova Zelanda. Tre mesi di centinaia di persone conosciute, 4000 foto scattate. Tre mesi che, davvero, sono volati.

Per “festeggiare” l’evento ieri sera siamo andati al World Bar. Ecco le foto:

Conoscenze inglesi... E' giusto che l'Italia prenda i suoi meriti!

Sebastian ed io ipotizziamo come andrà a finire la serata... L'unica presenza che ci consola in ostello in questi giorni, Ute!

Ora mancano esattamente 9 giorni alla mia partenza per le Fiji. Un’ultima maratona lavorativa (da quando sono tornato dalla Nuova Zelanda ho lavorato tutti i giorni, compresi i weekend) e poi tappa di quasi due settimane in paradiso, per poi tornare giusto prima di un altro weekend al ristorante.

Fiji, sto arrivando!

fly.jpg

img_fiji_castawa.jpg

Nell’oblio dei videopoker

Da quando per la prima volta ho accompagnato Joerg, uno dei fedelissimi tedeschi del mio ostello, a giocare ai cosidetti videopoker ho pensato vivamente all’idea di lasciare qualsiasi tipo di lavoro faticoso, per passare ad uno molto più semplice: schiacciare un bottone su una macchina elettronica e ricevere soldi.
Io e Thomas, da veri informatici, ci guardiamo. O meglio Thomas, da vero informatico, incrocia il mio sguardo da latitante universitario e scuotiamo la testa, iniziando a divagare anche su quanto il problema della dipendenza da alcol sia sottovalutato, anche rispetto a droghe e sigarette.

Sta di fatto che io cinque dollari, quella sera, ce li misi. :D Ne ho vinti 30, ho preso i soldi e son tornato a casa.
Venerdì, prima di iniziare al ristorante, il mio collega Alfio ha voluto ammazzare il tempo andando alle macchinette (ma che ha sta gente!). Trovatomi li, misi un dollaro. Ne ho vinti 15.

Sabato sera invece, finisco tardi al ristorante e per tornare a Kings Cross, mi tocca prendere il taxi. 15 dollari. Arrivato in ostello all’1:00AM, Joerg mi aspettava per andare a bere qualcosa e per tentare nuovamente la fortuna. “Rivoglio i soldi che ho perso tornando col taxi”, dissi. Metto i miei soliti 2 dollarini…e ne vinco 20. Ritiro, e torno a casa.

Tra un bacio e un altro della fortuna, è tornato Nils dalla East Coast. L’ho trovato in camera che dormiva, esattamente dove l’ho lasciato prima di partire per la Nuova Zelanda. La prima cosa che gli ho detto stammattina, prima di una qualsiasi altra parola, è stata: “Please, cut your hair!”

Il lavoro prosegue discretamente. Se qualcuno aveva dubbi sulla mia capacità di fare il cameriere, aveva ragione.
Mitica la scena in cui, venerdì sera, mi chiedono un “Cork” (tappo di sughero per la bottiglia di vino) e io capisco Coke… a parte gli scherzi, comunque, è tutto in discesa.

Nonostante abbia appena finito una vacanza, è già tempo di progettare il futuro. Sposterò il volo del 30 giugno? Mi muoverò quando qui a Sydney sarà inverno (ma la temperatura non scenderà mai sotto i 12° la notte)? East Coast? West Coast? Darwin? Broome? Perth? Ai posteri l’ardua sentenza…