Monthly Archive for June, 2006

Il tempo scorre

Il tempo passa velocemente e, anche se dai radi aggiornamenti del blog sembrava il contrario, di cose ne sono successe davvero tante da quando Francesco è partito.

Ovviamente i mondiali hanno la loro importanza e, nonostante gli orari decisamente sfavorevoli (1 e 5 del mattino), qui la gente non smette di seguirli. Le alternative per noi sono parecchie: possiamo scegliere tra l’ostello (le partite sono trasmesse in chiaro nel canale nazionale pubblico), Leichhardt (il quartiere italiano di Sydney), Circular Quay (con megaschermi) o vari locali sparsi per la città. Queste per esempio sono alcune foto della serata Germania - Svezia:

In mezzo c'è un bel tortellino... In mezzo tra Hilary e Ute :)

Prossimamente, appena riuscirò a reperirle, quelle di Italia - Australia. Causa nostre condizioni pietose, le foto di Italia - Repubblica Ceca (vista a Leichhardt) evito di postarle :)

Dopo la partenza di Francesco, ho avuto due graditissime sorprese: la prima è il ritorno di Cecilia e Marie, le due ragazze danesi che avevo conosciuto il primo mese in Australia; la seconda è il ritorno, sempre non previsto, di Ute, un’altra graziosa ragazza tedesca conosciuta qui a Sydney. Inutile dire che la loro presenza qui è graditissima…

Capitolo lavoro: finisce il capitolo Laundry Bitch e il turno tra gli orari di ufficio, chiamiamola pure promozione. Ora lavorerò più della metà e metterò in tasca gli stessi soldi, lavorando alla Reception 4 giorni alla settimana di tardo pomeriggio e 3 giorni alla settimana del turno “notturno”. Resta invariato il lavoro al ristorante, in cui piano piano riesco a sentirmi un semi-cameriere.

4 grosse partenze la prossima settimana: Joerg, uno dei veterani tedeschi dell’ostello, torna in patria; Vanessa, la manager dell’ostello, parte con un Round World Ticket per due mesi; Cecilia andrà in Vietnam, prima di tornarsene in Danimarca; Silvia, la nostra sorella maggiore, sfumata la vacanza alle Fiji per problemi col visto (i vuoti burocratici esistono anche qui), tornerà in Italia con largo anticipo. Per il momento lo zoccolo duro italiano (Diego, Piero e il sottoscritto) resterà insieme per almeno un mese…

Dimenticavo a proposito di Piero, come cazzo si fa a conoscere un maranellese (fiorano, a dire il vero) a Sydney? Pazzesco…

PS: per chi non lo sapesse, ho posticipato il volo di rientro: data provvisoria, 10 gennaio 2007.

Dal diario di Fix - Parte 2

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Day 5 (8 giugno 2006)

Dopo 4 giorni passati nell’isola principale, Viti Levu, è stato il tempo di partire per l’avventura tra il gruppo delle isole Mamanuca e delle isole Yasawa (aiutatevi con la cartina sovrastante). 7 giorni, 6 notti: una notte a Beachcomber, una notte a Waya Lai Lai, due notti a Nacula e due notti a Naviti.

Per andare a Beachcomber, isola che Costas mi ha assolutamente detto di non perdere, devo spendere 50 dollari in più perchè non è compresa nel Bula Pass (il pass per il traghetto valido per la settimana). La cosa buffa è che la nave è proprio la stessa e non è una fermata extra…cose da Fiji.

Il ferry per le isole Beachcomber

Beachcomber è famosa per essere la “party island” delle Fiji e così mi preparo psicologicamente al tutto. In realtà, questa isoletta (diciamo quasi atollo) che si gira in 5 minuti d’orologio, durante il giorno è tutt’altro che movimentata…ne approfitto per prendere il sole. Faccio amicizia con Robert, un tedesco che ha tutta l’aria di essere un modello (sarà la foto più cliccata dalle ragazze), ma è laureato in matematica finanziaria. Difianco a lui stonavo proprio, ma abbiamo fatto amicizia abbastanza in fretta e, per tutta la mia permenenza, ci siamo divertiti parecchio. Quando vi dicevo che 16 persone in un dorm non erano niente, intendevo questo: in Beachcomber il bure (capanna) del dorm contiene circa 120 persone…assolutamente pazzesco! Se vi chiedete se sono riuscito a dormire, risposta positiva…con una buona dose alcolica dormono tutti come degli angioletti! Beachcomber, per concludere, è l’unica isola così movimentata: musica fino all’una di notte, gente in giro fino alle 3, corrente 24 ore su 24. E’ stata davvero una piacevole serata, caratterizzata da un italo/australiano che ha vinto la gara dei granchi e che mi ha offerto fiumi di birra perchè gli avevo battezzato quello vincente e dalla conoscenza di una generosa ragazza americana… :)

Il tramonto a Beachcomber

Day 6 (9 giugno 2006)

Dopo colazione, lascio Robert e gli altri ragazzi che ho conosciuto sull’isola per recarmi alla seconda isola della mia scaletta, Waya Lai Lai. Sulla barchetta che ci portava sull’isola mi sono innamorato di una ragazza, ma è durato pochi minuti: lei, come tutti gli altri della barca, sono scesi nell’isola prima della mia. Strano. Quindi, insieme solo a due fijiani, arrivo a Waya Lai Lai Resort e credevo di essere l’unico turista sull’isola.

Bula! Il resort di Waya Lai Lai

Poi, conosco tre coppiette a pranzo, una tedesca, una svedese, una canadese. Il pomeriggio lo passo metà al mare, metà a salire sulla cima dell’isola. E’ stato veramente faticoso star dietro a quel ragazzino che mi ha accompagno fin lassù, ma alla fine ce l’ho fatta :) Come potete vedere dalle foto, la vista dalla cima era notevole…

Dalla cima... Il fijiano che mi ha portato lassù Waka

La serata la passo a parlare dell’Italia alle coppiette, che mi prendono in giro praticamente tutto il tempo. La cosa più divertente, per loro, era il fatto che chiudiamo i negozi per pranzo… “e cosa fa la gente in quelle ore?” Che razza di domanda è, se è pausa pranzo mangierà, no? Bah…

Beachcomber è stata divertente, ma non pensate che Waya Lai Lai sia stata noiosa per me. La corrente è stata staccata alle 10 e mi hanno dato in mano una lampada di kerosene, che non avevo mai visto in tutta la mia vita :) Il compito di illuminare il tutto è passato alla Luna, che in pochi giorni sarà poi diventata piena. Il cielo, ovviamente, incredibilmente stellato. Bella roba, credetemi. A letto presto però, alle 10: dopo la cena delle 7 e due chiaccherate intorno al fuoco in riva al mare, non c’era molto altro da fare :)

Waya Lai Lai E' proprio faticosa come vacanza...

Prossimamente, il racconto degli altri 4 giorni in giro per le Yasawa…Stay tuned!

Il ritorno in Italia di Francesco

Si avvisa i gentili lettori che l’appuntamento con le mie avventure alle Fiji è stato rimandato in data futura, causa la partenza di mio cugino.

Le giornate di sabato e domenica sono state, senza ombra di dubbio, le più lunghe che ricordi da un po di tempo a questa parte.

Ancora con il ritmo delle Fiji addosso, mi sveglio di primissima mattina senza nessun problema (cosa che mi riusciva davvero difficile prima di quella vacanza) e, dopo una prima parte di giornata passata in polleggio, vado a farmi le mie otto ore tirate al ristorante. Arrivo in ostello a mezzanotte inoltrata quando i festeggiamenti, per la partenza di mio cugino, erano proprio in partenza. Chi ha fatto il tiramisu, chi alcune torte, chi ha comprato il vino, chi la birra e chi ha messo le candele, che davano il tocco italian style al tutto. L’obiettivo, raggiunto anche grazie all’intrattenimento che l’interessante partita Ghana - Repubblica Ceca ci ha offerto, era di attendere le 4.30 del mattino per recarci tutti a Leichhardt, il quartiere italiano di Sydney, per guardare insieme ad altri circa 300 italiani la sfida (rivelatasi deludente) tra Italia e USA. Ad accompagnare la spedizione italiana, composta tra l’altro da un numero non indifferente di persone (Francesco, Diego, Fabio, Piero, Silvia), siamo riusciti anche a trainare dentro due danesi, un tedesco e una cinese. Ecco alcune foto dell’evento:

Il gruppo Italiani

Italians do it better P1030435.jpg
Che belle torte... Altra foto di rito con Joerg Un riposino durante Ghana - Cech Republic
A Leichhardt Partita piena di tensioni E di scancherate

Il ritorno in ostello, avvenuto tra treno e autobus alle 8.30 AM circa, non è stato affatto meno divertente come potete notare sempre dalle immagini:

Il gruppo di ritorno in Ostello In treno, la foto delle foto
Insomma, abbiamo praticamente saltato un giro di sonno e ridendo e scherzando si è fatta ora, per Francesco, di abbandonare definitivamente l’ostello e Sydney. Con Vanessa, Diego e Marie (la danese) accompagnamo mio cugino in aeroporto per il volo delle 2.30 PM. Ecco le ultime foto della giornata:

Foto davanti all'ostello Io, Francesco e la mitica Vanessa Sul rooftop
Everything has an end, sono abituato a dire. E purtroppo è arrivato anche per mio cugino il tempo di andarsene. La camera n°32, dopo Nils, saluta un altro membro della Laundry Bitch Mafia e allo stesso tempo, uno dei componenti storici. Certo, sicuramente ora sarà più facile dormire senza lui che russa come un trattore, ma mi mancherà. Ci mancherà a tutti quanti quaggiù. But his english, was perfect! :)

Buon viaggio cugino, ci si rivede in Italia. E’ stato un onore essere qui con te.

Dal diario di Fix - Parte 1

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Day 1 (4 giugno 2006)

Sulla soglia dei 100 giorni fuori dall’Italia, di nuovo in aeroporto, praticamente esattamente dopo un mese dal ritorno dalla Nuova Zelanda. Feejee! Sveglia alle 5, dopo essere andato a letto alle 2, cercando di non disturbare i rappresentanti di Finlandia, America e Sud Italia che avevo in camera.
Pacific Blue, Flight 155, ore 8.10 AM. Journey sull’iPod, laptop “a casa”.
Feejee. The Paradise. Questo viaggio è arrivato nel momento giusto, Sydney iniziava ad essere freschina e la temperatura lassù è molto interessante :) Mare, spiagge, isole. Sono troppo contento! 29°C, dice il comandante durante il volo.

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Arrivato a Nadi, dopo 4 ore di volo (durante il quale ho visto, finalmente, Syriana), conosco subito una ragazza inglese con nome italiano (Francesca, storia lunga) con cui passerò il resto del mio breve pit-stop in città e mi rendo conto che la mia sim card italiana, inspiegabilmente, non fa roaming.

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Day 2/3 (5-6 giugno 2006)

Seguendo le ottime indicazioni di Costas, il nostro eroe Greco che nel frattempo si è trasferito da Londra a Stoccolma, il giorno dopo parto subito per Mango Bay, una delle Resort lungo la Coral Coast, nel sud dell’isola principale, Viti Levu. Mi faccio subito riconoscere nell’autobus: dopo appena 30 secondi di viaggio, mi accorgo che ho dimenticato il mio backpack (un dettaglio!) in ostello…così torniamo indietro e divento l’attrazione del viaggio per tutti gli inglesi presenti nel pulman.
Questo però non mi impedisce di fare amicizia con un ragazzo svizzero (Mauro, Mauro, in Svizzera…) e di trovarmi un altro compagno “di merende” per i prossimi due giorni.

Mango Bay è senza dubbio uno dei posti più belli in cui sono stato durante la mia permanenza alle Fiji:

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Li ho passato due notti. Come potete immaginare, è stato davvero faticoso fare spola tra spiaggia, cibo, letto (20 metri dall’acqua) e intrattenimento con le ragazze presenti nel posto…

Alle Fiji i dormitori prendono dimensioni preoccupanti ma, nonostante questo, rimangono decisamente vivibili. In questo bure (capanna), di letti ce n’erano 16, e vi assicuro che non è niente :)

Day 4 (7 giugno 2006)

Lascio Mango Bay con dispiacere, il posto era veramente notevole. Il ragazzo Svizzero continua il suo viaggio verso Suva, la capitale, mentre io me ne rientro a Nadi per organizzare la mia settimana per le isole dell’ovest. La fijiana alla reception mi chiede 40 dollari per tornare in città, ma probabilmente si era dimenticata che aveva di fronte un italiano. E’ la prima volta che mi sento come uno straniero in Italia e questa sensazione mi ha fatto reagire, rifiutando disgustato il trasporto dicendo che avrei preso i mezzi pubblici. A quel punto, la donna parla con l’autista per 10 minuti nella loro incomprensibile lingua, e me ne chiede solo 10. Italian Style. Non si fotte un italiano!

Il viaggio per la città prende due ore della mia mattinata, ma è decisamente piacevole. La strada costeggia il mare e lungo il percorso ho avuto modo di vedere un paio di villaggi, rendermi conto della vita nell’isola.

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La prossima puntata riguarderà la prima parte del mio viaggio tra le isole…

Back from the Paradise

E dopo 12 giorni trascorsi alle Fiji, girovagando per una piccola parte delle più di 300 svariate isole che quel caldo paradiso propone, eccomi tornato nella freezing Sydney. Inutile dirvi che il viaggio è valso ogni dollaro che ho speso, che i posti sono incredibili, che il mare è incredibile, che mi sono divertito parecchio, che ho conosciuto un mondo di gente.

Per più di una settimana ho staccato la spina, e non è solo un modo di dire: nel mio viaggio tra le isole non ho avuto il mio portatile, non ho avuto il cellulare, non ho avuto internet e nessun altro mezzo di comunicazione con la mia vita precedente alla partenza. Nelle isole si e no avevano il POS per bancomat/carte di credito e la corrente era limitata soltanto a pochissime ore del giorno. Ed ho veramente apprezzato questi momenti…hanno apprezzato un po meno, però, i miei genitori che non hanno avuto notizie di me per un po :)

Il mio fido compagno di viaggio, il Moleskine (il diario che qualcuno mi ha prontamente e gentilmente regalato prima della partenza) ha raccolto tutte le mie avventure e presto saranno trasferite (parzialmente) su queste pagine, insieme alle foto più belle che ho scattato (circa 220, questa volta sono stato bravo). Quindi se volete sapere che ho combinato laggiù, nei prossimi giorni avrete un buon resoconto.

Tutto è ritornato alla normalità, per esempio già oggi torno a lavorare al ristorante mentre tornerò a lavorare in ostello da lunedì, almeno per un mesetto…poi, chi vivrà, vedrà. Il volo del 30 giugno per l’Italia non è stato ancora rimandato, ma lo sarà presto. Francesco, mio cugino, tornerà nel bel paese invece già domenica e questo meriterà un post a parte.