Monthly Archive for November, 2006

Back to Sydney!

sydney.jpg

Anche se con un po di ritardo ecco un nuovo aggiornamento del blog, direttamente da Sydney ;)

E’ giusto però spendere due parole sugli ultimi giorni dell’avventura, spesi a Canberra (la capitale) e Kiama, una piccola cittadina di mare a 100km da Sydney.

Sulla via per Canberra ci siamo imbattuti in due situazioni bizzarre: la prima è un chiosco self-service di frutta organica, dove tu prendi il sacco di arance e metti i soldi in una scatola. Fatelo in Italia…

Fatelo in Italia...

Il secondo evento è una mandria di vacche che mi si sono presentate davanti alla strada. Per come sono messi i freni del Van, sono stato fortunato che non ho dovuto frenare come i Flintstones…

IMG_7387.jpg

Dopo una giornata a Canberra (molto culturale) e una mattinata a Kiama, torniamo a Sydney e, nonostante molta gente sia cambiata, mi è sembrato di non essere mai partito.

Mentre Diego è ripartito per l’Italia, metà ostello si è trasferito in appartamenti. Lorenzo, Luca, Ben, Tapos e Laura, Klaus, Nick, Nico e via dicendo hanno tutti optato per lasciare Evas per svariati motivi. Fortunatamente, però, qualcuno è rimasto e abbiamo ricominciato a cucinare insieme. Ieri sera la cena era composta da fiori di zucca fritti e bruschetta (con aglio e basilico freschi), il tutto accompagnato da un buon Merlot 2003 e un caffè per finire in bellezza…

IMG_0964.jpg IMG_0967.jpg

Insomma, nonostante mi sento ancora stanco per tutta la strada che mi sono fatto, nonostante Sydney è decisamente più caotica di tutti i posti che ho visitato fin ora e ne percepisco la differenza, piano piano sto riprendendo il ritmo.

Altre notizie…sono stato dall’oculista cercando una soluzione per i miei occhi sempre più disastrati (come potete vedere dalla foto) e ho finito completamente tutti i soldi che mi ero guadagnato qui a Sydney. Quindi, per la vostra bastarda felicità, tornerò a lavorare…sempre ricordandovi che qui è estate e li è inverno!

In eredità da Samira

Un post…”fotoso”, dopo aver spulciato tra tutte le foto che Samira ha scattato mentre viaggiavamo insieme…

Soroush impegnato nella lettura Una mano basta e avanza...

Segnali insoliti... La nostra casa :)

Nel tentativo di costruire un ponte tra Australia e Italia Maneggiando pericolossissssssimi animali

Un coccodrillo sul piatto

adelaide.jpg

Alice Springs, Northern Territory. Il terzo atto della nostra avventura si conclude in questa cittadina di 30.000 abitanti, posizionata proprio nel cuore del continente. Un oasi nel nulla. Proprio perchè alcune persone me l’avevano descritta in maniera troppo estrema, nonostante non ci fosse niente di particolare, tutto sommato la permanenza è stata piacevole.

Il giorno del nostro arrivo lo dedichiamo prevalentemente al polleggio, tra passeggiate per la città e negozi e un interessantissimo spot al Reptile Center, dove abbiamo capito che il miglior rimedio per gli scarafaggi (cockroach) è uno di questi simpatici animaletti in giro per la casa:

IMG_7342.jpg

Meglio stare alla larga, invece, da personaggi di questo tipo:

IMG_7347.jpg

Il giorno successivo invece lo passiamo in un parco nazionale ad Ovest della città:

IMG_7350.jpg IMG_7354.jpg

Guardate di nuovo la foto del coccodrillo, perchè è stato parte della mia cena del giorno, insieme ad un Emu, un canguro, un cammello…

menu.jpg

oltre all’ordinario manzo e ad un filetto di Barramundi (pesce).Si conclude infatti con una cena in una celebre Steak House la nostra avventura con Samira, che lasciamo in un ostello la mattina successiva esattamente come un padrone abbandonerebbe il suo cane in un autogrill:

IMG_3491.jpg IMG_3493.jpg

Nelle foto si vede senza alcun dubbio quanto ero appesantito da tutta quella carne…

Come ho già detto, Samira il 19 novembre ha lasciato Alice Springs per Cairns (costa Est), da dove scenderà fino a Sydney, prima di prendere un altro aereo per la Nuova Zelanda. Noi invece il 17 mattina lasciamo Alice e, dopo 750km, arriviamo a Coober Pedy, dove il nostro van è diventato un cinema per la visione di Syriana.

Non ci sarebbe molto da dire per la giornata successiva, se non che dopo 650km per arrivare fino a Port Germein (a metà tra Port Augusta e Alice Springs) ci siamo gustati uno splendido tramonto.

IMG_7356.jpg IMG_7367.jpg

In questo momento sono ad Adelaide e vi scrivo da un ostello molto carino, dove passerò qualche giorno prima di rimettermi, lentamente, in viaggio verso Sydney.

Ah, solo una cosa: quando qui in Australia parlo di road train, intendo camion discretamente lunghi…

IMG_2952.jpg

Dal Western Australia al Northen Territory

Ecco dove sono ora!

Dunque, dove eravamo rimasti…

Ah si, a parabrezza sostituito, completiamo il nostro viaggio nella parte meridionale arrivando al parco nazionale di Cape Le Grand dove, si dice, ci sono le più belle spiaggie in Australia. Le condizioni atmosferiche non ci sono amiche e, nonostante non sia normale per il periodo, la felpa era necessaria.

IMG_7173.jpg IMG_7186.jpg

IMG_7188.jpg IMG_7194.jpg

L’8 novembre, di buon ora come al solito, comincia la nostra (seconda) traversata del NullHabor. Con 1000 km percorsi, 12 ore di viaggio, sorpassiamo il confine e mettiamo l’orologio avanti di ben 2 ore e mezza…non male! Il giorno dopo, con un altra impresa di 850 km, finiamo il NullHabor e arriviamo nuovamente nella civiltà, a Port Augusta, dove facciamo shopping e ci riposiamo. Quindi, 10 novembre, si riparte, ma per il nord (e lasciamo il Southern Australia per il Northen Territory). A metà strada facciamo amicizia con un francese (che viaggiava da solo su un van Mitsubishi), con cui viaggiamo fino a Coober Pedy, dopo 550km di viaggio.

IMG_7201.jpg IMG_7204.jpg

E’ giusto spendere due parole su Coober, famosa sopratutto perchè è la capitale mondiale dell’Opale e perchè la popolazione, qualche migliaio di anime, vive prevalentemente sotto terra. Case, uffici, perfino chiese sono costruite sotto terra. Il motivo è semplice: le temperature d’estate sorpassano tranquillamente i 40/45° (come adesso), d’inverno si avvicinano allo zero. In Coober Pedy, inoltre, sono stati girati film del calibro di Mad Max e Pitch Black (che figata).

E via che si va, altro viaggio verso Erldunda, RoadHouse dove ci fermiamo per la notte, la mia seconda in tenda (più fresco e più salutare per i miei occhi, duramente colpiti da allergia alla polvere). Per festeggiare, una tempesta di sabbia si è abbattuta su di me e sulla mia povera capannina di plastica, che però ha resistito con onore.
Poi il 12 novembre dritti verso Uluru (Ayers Rock). Date le temperature, nel pomeriggio ci limitiamo a qualche camminata “di rappresentanza” e a gustarci il tramonto davanti alla roccia più grande del mondo.

IMG_7205.jpg IMG_7207.jpg

IMG_7220.jpg IMG_7222.jpg

IMG_7226.jpg IMG_7258.jpg

Alle 5 del mattino dopo ci svegliamo per vedere, da un altro punto panoramico, l’alba. Poi, una camminata di 4 ore intorno ad Ayers Rock. E’ possibile anche arrivare in cima alla roccia, ma gli aborigeni pregano di non farlo per rispetto verso le loro credenze. Io, che non ho rispetto per nessuno ( :D ), l’avrei voluta scalare, ma le temperature alte ci hanno fermato nuovamente.

IMG_7260.jpg IMG_7276.jpg

IMG_7280.jpg IMG_7290.jpg

Altro giorno, altre rocce. Siamo al 14 novembre e noi siamo a Kings Canyon, 250 e passa chilometri da Ayers Rock. Queste foto sono il risultato di un altra camminata di 3 ore…

IMG_7310.jpg IMG_7317.jpg

IMG_7330.jpg IMG_7332.jpg

Poi, un po di strada fino a tornare a Erldunda per la notte, prima di ripartire per Alice Springs. Ma questa è un altra storia…

Bloccati in Esperance

Il nostro viaggio prosegue, ancora senza tanti chilometri, fino ad Albany, il paese più grosso della costa meridionale (30.000 abitanti). Abbiamo una piena giornata a disposizione e quindi ci diamo dentro…

Per prima cosa, andiamo sul Mt Clarence a vedere dall’alto questa graziosa cittadina sul mare:

IMG_7066.jpg IMG_7069.jpg

Poi andiamo a visitare la Wind Farm, ovvero la centrale eolica che fornisce il 75% del fabbisogno energetico di Albany. Interessante ed istruttivo.

IMG_7072.jpg IMG_7079.jpg

Un giretto in spiaggia…

IMG_7082.jpg IMG_7084.jpg

E lo spettacolare Natural Bridge

IMG_7098.jpg IMG_7100.jpg
IMG_7103.jpg IMG_7136.jpg

La giornata successiva è dedicata alla guida verso Esperance (500km), con una breve sosta al Fitzgerald National Park ad ora di pranzo:

IMG_7143.jpg IMG_7145.jpg

Se non fosse per il road-train che, tirando su della ghiaia dalla strada, ci ha praticamente distrutto il parabrezza, non ci sarebbe nient’altro da raccontare. Risultato, appuntamento per il mattino seguente (martedì), 250 dollari di spesa e un giorno in più ad Esperance (tra l’altro fantastica).

IMG_7150.jpg IMG_7152.jpg

Così, con macchina non utilizzabile, noleggiamo una bicicletta e cerco di imitare pantani in salita. Dopo 300 metri, mi rendo conto di non avere più 20 anni e mi devo arrendere per 15 minuti ad un abbassamento di pressione. Dopo essermi ripreso, facciamo svariati chilometri di ciclabile costeggiando l’oceano:

IMG_7154.jpg IMG_7156.jpg
IMG_7162.jpg IMG_7168.jpg

A seconda di quando ci riconsegneranno il van, decideremo il nostro destino per la giornata di mercoledì. Con molta probabilità ci recheremo a est di Esperance, nel parco nazionale di Cape Le Grand. Il mattino successivo, si partirà per il lungo viaggio che ci riporterà in South Australia, destinazione Port Augusta, passando nuovamente per il NullHarbor. Dopodichè, Alice Springs. Non aspettate mie notizie per un bel po’… :)