Monthly Archive for February, 2007

Non mi fermo più (I can’t stop anymore)

:D

Difficoltà di adattamento (It’s hard to start again)

It hasn’t been one week since I came back to Italy and it’s really hard to tell how’s going here. I thought that I would really appreciate having again a big bed all for me, having a room just for me, having a bathroom just for me… Actually I didn’t feel very lucky about that: I remind you that for 12 months i never slept alone one night and I really miss all the messy in the room, the bunk beds, the only shelf in my cupboard. In these days, my thoughts were for all the people I left in Sydney, like Katrin and all the Germs ( :D ), like Ronnie and Max that now are in New Zealand…

I was curious to see my feelings once back: i didn’t know if after 2 days everything was normal again or, like it’s happening, I’ll need months for recover. All this privacy and loneliness in my house (only child) after one year, it’s more a problem than an advantage.

For my choice, i postponed the start of my “normal” life here in Italy. For make everything more soft, I’ll start going to my cousin’s baptism in Salerno (near Naples). I hope I’ll do good pictures for you!
Last goodbye to Frigga FabriGoodbye1.jpg

Non sono ancora passati 7 giorni da quando ho rimesso piede in Italia, ma è difficile dare già un giudizio sul ritorno. Pensavo che avrei incredibilmente apprezzato il mio letto ad una piazza e mezzo e la camera tutta per me, che avrei apprezzato il bagno tutto per me. In realtà il passaggio non mi ha fatto ne caldo ne freddo anzi, partendo dal fatto che in 12 mesi non ho mai dormito da solo una notte ho sentito la mancanza di quel casino in stanza, dei letti a castello e dell’unico ripiano dell’armadio che avevo a disposizione per tutta la mia roba. Il mio pensiero è andato a chi ho lasciato li, a Katrin che fortunatamente ritorna in Europa domani, a tutta la banda di tedeschi che hanno rallegrato le mie giornate da agosto a questa parte (come Daniel, Sebastian e Juliane), a Max e Ronnie che ora sono in Nuova Zelanda…

Ero curioso di vedere che cosa avrei provato al mio ritorno: non sapevo se dopo 2 giorni avrei ricominciato a vivere di prima o, come alcuni dicevano, mi ci volevano mesi per riadattarmi. Sento già la seconda è decisamente l’ipotesi da accendere. Avere tutta questa privacy e “solitudine casalinga” dopo un anno del genere è più un problema che un vantaggio.

Volutamente, ho posticipato la ripresa della mia vita qui in Italia. Per staccare un po la spina da questo brusco ritorno, andrò prima di tutto a Salerno per il battesimo di mio cugina. Spero di utilizzare al meglio la mia macchina fotografica ;) A presto

Fabrizio Returns

Evas-Dream-Team_r.jpg

In Italy we say “fish out of the water” and probably is the best sentence for describing how I feel here. It’s a real strange feeling.

Was really hard leaving the hostel Saturday. I would say that was unreal, because I never felt like I was leaving but happened, so from one moment to the other i had to say goodbye to all, without spending any extra word with anyone. I just said goodbye and I left. When I was at the airport was more incredible, I was saying goodbye to Vanessa, Costas, Daniel and Katrin like I had an important call and I had to run at home. But I had no reasons, I never wanted to leave and until 2 hours before I was acting like everyday. But at 2.30, I had to leave and say goodbye. That’s the incredible way how I left everyone, how I left the Country.

The worst part were when I had to give the passport to the custom and when I was sitting on the plane. I had the consciousness that everything was finish and, believe me, i was really sad.

After the first, sad and boring 8-hours flight in Bangkok I had the first, strong, italian feeling. Most of the people that were waiting in the lounge in front of the next flight gate were italians and, as you can imagine, they were much much much louder than the people that were waiting in Sydney. Once the gate was opened, they started to pull each other for going to the Plane. Believe me, I was really sad for all this and I started to get scared about the whole return-thing.

The second flight, through, was better and I managed to sleep 5 hours in row. I arrived in Rome at 5AM, 1 hour earlier than the schedule and the other “warm” welcome arrived with the airport clearness (read: very dirty) and with the style how the airport staff were putting our baggage on the baggage reclaim (very i-don’t-want-to-do-nothing-so-i-just-trow-them roman style).

My parents were happy to see me as you can imagine and we had a huge conversation in the car going home.
I wanted to thank all the people that gave me a warm welcome back here in my place, but I also want to thank all the people down-under in Sydney that made my experience more and more fantastic everyday.

Beside I haven’t slept for long time, after the first night I don’t have any jet-lag symptom and I’m quite happy about that. I spent the morning with my Mum and I had, after long time, a real italian breakfast with a real typical italian creme croissant (”cornetto”) and a cappuccino. Then, shopping and I bought a lot of deli that I’ve dreamt for long time.

I wrote in english again. That’s a tribute for all the people that I left in Sydney and are interested in how I feel in this moment. I miss you all, guys!
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Mi sento un pesce fuor d’acqua. Essere tornati in Italia è una sensazione davvero strana…

E’ stato davvero difficile lasciare l’ostello sabato. Direi che è stato surreale, perchè perfino negli ultimi 2 giorni o nelle ultime 2 ore non ho mai avuto la sensazione di dover partire. Risultato: ad un certo momento mi sono ritrovato a dover salutare tutti quanti, senza aver avuto l’occasione di spendere qualche parola in più con tutte le persone a cui ero più legato. Ancora più incredibile è stato salutare Vanessa, Costas, Daniel e Katrin all’aeroporto. Stavo partendo, come se da un momento all’altro avessi ricevuto una chiamata urgente e me ne fossi dovuto andare. Fino a pochi momenti prima della partenza, mi comportavo come se fossi restatto li per altri due mesi.

I momenti più difficili, quelli in cui gli occhi erano diventi lucidi, sono stati al momento del controllo del passaporto alla dogana e quando sono nsalito in aereo. Stavo partendo. Li me ne sono reso conto.

Dopo il triste e noioso volo di 8 ore per Bangkok, ho iniziato a sentire un po’ di Italia. Se a Sydney davanti al gate tutte le persone erano in silenzio, nell’aeroporto Thailandese tutti gli italiani che aspettavano l’imbarco creavano una confusione pazzesca. Ad un certo momento, alcune persone si alzano e vanno davanti alla porta di vetro senza motivo. A quel punto, tutti si alzano e si mettono in fila, 20 minuti prima che alcun hostess comparisse. Poi, quando hanno iniziato a imbarcare la Business, in tanti hanno provato ad entrare lo stesso. Successivamente, iniziato l’imbarco per l’economy, la gente iniziava a spingere per poter entrare per prima nell’aereo. Pazzesco!

Il secondo volo, comunque, è stato migliore. Sono riuscito a dormire 5 ore e per me è stato un grande traguardo. Ringrazio inoltre la coppia della provincia di Milano che mi ha tenuto compagnia durante il volo. Arrivato a Roma, ho avuto un caldo benvenuto: la sporcizia dell’aeroporto e il modo in cui gli addetti ai bagagli buttavano le nostre valige sul rullo. La maggiorparte di queste, appena uscite dal bocchettone, cascavano per terra ed inevitabilmente la gente si lamentava e i più vicini all’ingresso dovevano rimediare rimettendole sopra. Stile romano, insomma.

Chiaramente i miei sono stati felici di rivedermi e, nella via di casa, abbiamo avuto una grossa chiaccherata. In tanti mi hanno dato un caloroso benvenuto e li ringrazio di cuore. Ringrazio però anche tutte le persone che ho lasciato a Sydney, artefici di aver reso la mia esperienza fantastica.

Nonostante non abbia dormito per quasi 3 giorni pieni, dopo la prima notte in Italia non ho ancora avuto nessun sintomo di Jet-Lag. Questa mattina sono andato con mia madre a fare colazione (mi mancavano un buon cappuccio e un cornetto) e un giro al supermercato. I tempi del Woolworth’s sono finiti…

Ho scritto in inglese di nuovo. E’ in onore di tutte le persone che ho lasciato a Sydney, interessate a come è stato il mio ritorno nel Bel Paese. Mi mancate tutti un casino ragazzi!

Everything has an end

Ci siamo. Prima o poi doveva succedere. D’altronde everything has an end, tutto ha una fine. Ed è arrivata, dopo un anno, la fine anche per me e per il mio viaggio. Non che la voglia: è arrivata inesorabilmente dopo che l’ho cercata di rimandare varie volte, con successo e soddisfazione. Ma la accetto. Scade il visto, scade il biglietto aereo ma è anche ora di tornare a casa. E’ ora perchè ho fatto quello che dovevo fare, ho visto quello che volevo vedere ed è giusto per la famiglia, per gli amici, per l’università che riprenderò e cercherò ( :D ) di finire. Sinceramente penso si tratti di convincimento forzato.

Quante avventure. L’arrivo, l’inglese, il primo viaggio con Nils, Carlo e Dylan, il lavoro nella lavanderia, il lavoro al ristorante, il viaggio in Nuova Zelanda, il lavoro in consolato, il viaggio alle Fiji, il lavoro in ufficio, il mondiale, Hong Kong, l’acquisto del Van, 20.000 in giro per l’Australia, l’incidente, la cessione del Van, la Tasmania…

Quanti amici. La lista potrebbe essere infinita. Quelli fissi, come Vanessa, Costas, Johnny, Connie. I periodi, come quelli con mio cugino, Nils, Grant, Cecile, Marie, Malin e Emma; come quelli con Klaus, Joerg, Ute, Diego, Luca, Lorenzo, Mauro; come quelli con Katrin, Silvia, Aneka, Daniel, Sebastian, Juliane. Senza parlare di tutte le persone conosciute solo per pochi giorni, ma con cui ho instaurato un’amiciza che ancora continua. Silvia, Monica, Sergio e Marzia, Elisa…

Stasera grande festa per il mio addio, o arrivederci per alcuni. Si parte con un aperitivo tutto italiano sul Roof al tramonto per poi andare nel quartiere italiano a Leichhardt per una pizza (quella vera). La serata finirà con una bottiglia di Asti davanti all’Opera House ad orario non precisato della notte. Non credo che avrò il tempo di parlarvene domani mattina, sia per lo stato in cui mi sveglierò, sia per gli ultimi preparativi.

La Thai mi tirerà fuori da questo paese con il volo delle 17:05, quando in Italia saranno le 7:05 di mattina.

Emozioni, emozioni forti. E’ dura e sarà dura lasciare tutto, tutti. Mi arrendo. C’est la vie.

Arrivederci, Australia.

Edit: ecco le foto della serata! Un regalo, aspettando il mio ritorno in Italia. A voi le conclusioni ;)

IMG_8015.jpg Aperitivo nel rooftop

IMG_8019.jpg Katrin and me

Max, Io, Katrin e Ronnie Italiani alla conquista della Germania

Notti magiche IMG_8035.jpg

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Numeri

Giunti alla fine, è tempo di dare i numeri:

  • Voli interni presi: 5 (Sydney-Melbourne VirginBlue, Adelaide-Sydney Qantas, Sydney-Hobart VirginBlue, Hobart-Melbourne Virginblue, Melbourne-Sydey Qantas
  • Voli internazionali presi: 10 (Roma-Bangkok Thai, Bangkok-Sydney Thai, Sydney-Auckland Emirates, Christchurch-Sydney Jetstar, Sydney-Nadi VirginBlue, Nadi-Sydney VirginBlue, Sydney-Hong Kong Qantas, Hong Kong-Sydney Qantas, Sydney-Bangkok Thai, Bangkok-Roma Thai)
  • Chilometri in auto: 28.500 (23.000 intorno all’Australia, 1500 in Tasmania, circa 4000 in Nuova Zelanda)
  • Stati dell’Australia visitati: 5/6 (manca il Queensland)
  • Paesi toccati: 6 (Hong Kong & China, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda, Fiji)
  • Mesi complessivi passati all’Eva’s: 8
  • Camere usate all’Eva’s: 8 (9, 32, 3, 2, 28, 13, 30, 17)
  • Ragazze conosciute all’Evas: N/D
  • Calzini persi: almeno 30 paia
  • Magliette perse: 1
  • N° di volte in cui ho cambiato il volo per tornare a casa: 4
  • N° di volte in cui mi è stato chiesto di tornare a casa: 32.250
  • N° di fotografie salvate (non scattate!) sul mio computer a oggi: 5805
  • N° di fotografie che vedrete: spero per voi di meno
  • Decibel di mio cugino quando russa: 120
  • N° di oggetti tirati a mio cugino di notte per farlo smettere di russare: parecchi, tra cui ciabatte, asciugamani, scarpe, caricatori del cellulare Nokia
  • N° di versi del cane fatti da Max: 11.111

Degna di nota è la colazione russa preparata da Sebastian (alias Napoleon). Uova bollite condite con olio,aceto,sale,pepe e mostarda piccante e un bicchiere di vodka liscia…

Una parola: mitici CIMG2022.jpg

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