
Caro mondo del calcio,
è proprio vero: come si fa di questi tempi a portare la propria famiglia allo stadio? No, non mi referisco al problema Ultras finalmente sconfitto dai tornelli e dai biglietti nominali scritti a penna, ma allo stress che si crea ogni volta che si ha a che fare con l’acquisto dei tagliandi. Tralascio le società che si affidano a TicketOne (con frequenti problemi di natura tecnica e con diritti di prevendita allucinanti) e a quelle, come Vicenza, che ti permettono di acquistare comodamente i biglietti a Ravenna (!) oppure on-line (sempre che funzioni). Mi riferisco invece anche in parte al Modena FC, che dopo aver affidato a terzi la gestione del settore giovanile (già discutibile) noto che ha affidato a terzi anche la vendita dei biglietti. Spero, intanto, che non sia questo il motivo dei disagi che ho subito. Disagi piccoli, ma che dopo Calciopoli I e II, le leggi varate dagli ultimi due governi e le già discutibilissime scelte della società canarina ad inizio anno, mi stanno convincendo a non andare più allo stadio. Una volta era un divertimento, ora è uno stress. Premetto che non ho un abbonamento soltanto perché sono stato all’estero per 12 mesi e non perché, purtroppo, abbia intuito la “truffa” del famoso progetto targato liquidatore Baraldi (dopo Preziosi, un’altra ottima scelta Presidente). Tra l’altro, tutto questo tempo lontano dagli stadi, mi ha permesso di prenderne emotivamente le distanze e di essere, forse, più obiettivo.
Vado al sodo.
In Modena-Bologna ad un certo punto sono terminati i tagliandi interi di curva da 10€, mentre erano ancora disponibili tagliandi ridotti a 1€. Perché? Sono comunque entrato, grazie a tagliandi ottenuti per vie trasverse a cui ho aggiunto nome e data di nascita a penna, personalmente.
Per la partita di sabato sera, Modena-Mantova, un ragazzino della primavera del Modena (un 92’ direi), terminati i tagliandi ad 1€, ne ha dovuti pagare ben 6€ per entrare allo stadio. Perché?
Avrei voluto portare mio padre e mia madre alla stessa partita, dato l’attesa per questo posticipo, ma non è stato possibile. Mi sono messo in fila per i 3 biglietti con due carte di identità e la fotocopia della terza, dalle ore 5. Dopo mezz’ora di fila (chiaramente all’italiana) mi è stato detto che la fotocopia della C.I. non è sufficiente, nonostante i cartelli esposti sopra e di fianco le biglietterie affermino il contrario. Perché? Non è tanto per la legge (assurda, ma è quella), ma perché non rimuovono o modificano quei cartelli invece di rispondermi “Quei cartelli sono vecchi, la legge è nuova” o paragonando la fotocopia della carta d’identità per un biglietto dello stadio alla fotocopia della patente al posto dell’originale in caso di controllo per strada? In ogni caso, mio padre è entrato come Regina. Non perché sia un trans, ma perché è entrato con il biglietto nominale che avevo comprato per mia madre, che è rimasta a casa (tanto solitamente porta sfiga, l’unica partita a cui ha assisto è Chievo – Modena e sappiamo com’è finita).
In attesa perpetua di un calcio più pulito, meno stressante e con più buon senso,
un vostro ex-appassionato.











va be’ dai il ragazzino e’ un 95 11 anni e gioca negli esordienti,quelli della primavera ne hanno 18-19 di anni……..in ogni caso il succo non cambia,dalla possibilita’ di entrare gratis tramite la societa’ per cui gioca,alla 2 possibilita’ cioe’ pagare 1 € come sbandierato su tutti i giornali,alla fine abbiamo dovuto fare la terza possibilita’ cioe’ pagare un biglietto ridotto………non mi stupivo se ci facevano pagare anche l’intero.
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