Il destino, si sa, è curioso.
Appena ho saputo della presenza di Marco Travaglio a Modena, non ho esitato un secondo e comunque mi sarei liberato di qualsiasi impegno lungo la mia strada. La location della conferenza, tra l’altro, è una delle mie preferite di sempre: il Caffè Concerto in Piazza Grande dove, se capitate nella “mia” città, vi consiglio vivamente di andare.

Così, alle ore 21, mi presento con la mia copia di “La scomparsa dei fatti” e tanta voglia di stringergli la mano. Malgrado le mie aspettative e, a quanto pare, quelle degli organizzatori, la gente presente è davvero tanta e la stanzetta adibita fa fatica a reggere tutti i presenti. A quanto pare non sono l’unico (e perfortuna) ad ascoltare un vero giornalista piuttosto che giornalai con la vasellina già spalmata nel buco del ****. Pensavo fosse soltanto la presentazione del suo ultimo libro (in realtà una raccolta) Uliwood party, ma in realtà Marco ha preso il microfono e ha iniziato uno dei suoi impressionanti monologhi che sarà durato, pressapoco, due ore e mezza abbondanti. Molto interessante la parte relativa alle intercettazioni Unipol, decisamente di attualità, dove Travaglio spiega per filo e per segno cosa successe l’estate di due anni fa, che cosa è stato detto in quelle telefonate, perchè i politici hanno paura a parlarne e perchè vengono condannati i giornalisti e i giudici che in realtà fanno solo il loro lavoro. Interessante aver saputo per esempio che Berlusconi era presente attivamente in tutte e 3 le scalate, della sua cena con Fazio (grazie alle intercettazioni a Fiorani) che avrà importanti risvolti economici e politici per il paese e di nuovo riguardo ai processi suoi (precisamente per le tangenti a Squillante) e di Previti.
Sulla tipica domanda di un presente (”Cosa dobbiamo fare”), Marco ha poi ribadito varie cose interessanti: che lui è sempre stato di destra ma da 12 anni a questa parte è costretto a guardare altrove; che se dovesse votare domani non lo farebbe; che per il secondo anno consecutivo sarà bandito (come anche il direttore dell’Unità se ho ben capito bene) dalla Festa dell’Unità e che la gente dovrebbe andarci e rivoltarsi contro i politici da loro votati; che se qualcuno caduto in coma 2-3 anni fa si risvegliasse adesso penserebbe ancora di essere sotto il governo Berlusconi e che questo governo è complementare al vecchio, dato che è riuscito a fare cose ancora irrealizzate dal governo Berlusconi (come l’indulto esteso pure ai reati finanziari salva-Previti)…
Alla domanda “la gente come te non è abbastanza, la vedo grigissima sopratutto in vista della legge bavaglio” Marco risponde in una maniera che mi ha molto sorpreso. Secondo lui bisogna essere ottimisti, poichè rispetto ad un anno fa ci sono trasmissioni come Annozero e Report che attraggono un sacco di spettatori e che si differenziano dalla tv-spazzatura a cui eravamo abituati. Spera in una replica del 92-93 (Mani Pulite, dove dopo il pool di Milano partirono molte altre inchieste per l’Italia) e afferma che, nel caso dell’approvazione della legge-bavaglio di Mastella (ignobile), la prima cosa che farà è pubblicare il materiale depositato dai giudici in modo da far scattare la denuncia, di subirne il processo (che prevederebbe il pagamento di fino a 100.000 euro per la pubblicazione) e attivare un meccanismo per cui si richiede di verificare la incostituzionalità (che ovviamente c’è) della stessa.
Peccato, davvero, per chi non è venuto.

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