La faccenda del Sismi-gate è tutt’altro che da ignorare, da accantonare. E’ un ulteriore conferma, malgrado il Tg5 preferisce parlare dei 60 anni di Paperon De Paperoni, che i cinque anni del suo governo assomigliavano più che altro ad un regime. Questi due articoli, di cui vi propongo un estratto, spiegano sufficentemente i fatti, senza che io vi debba dare una mia opinione.
Berlusconi fa sapere che, con le spiate del Sismi nominato dal governo Berlusconi, Berlusconi non c’entra. Del resto, se anziché spiare i terroristi islamici e nostrani, i mafiosi, i camorristi e gli ’ndranghetisti, il duo Pompa&Pollari spiava magistrati, politici d’opposizione e giornalisti ritenuti ostili a Berlusconi, chi mai potrebbe sospettare che lo facesse per conto di Berlusconi? È vero, i dossier di Spio Pompa su Prodi finivano dritti e filati su Libero per la firma di Renato Farina, intervistatore di fiducia di Berlusconi stipendiato dal Sismi. Ma Berlusconi non c’entra. I dossier su inesistenti vertici a Lugano tra magistrati italiani e stranieri ansiosi di arrestare Berlusconi finivano su Panorama di Berlusconi, sul Foglio di Berlusconi e sul Giornale di Berlusconi per la penna di Lino Jannuzzi, senatore del partito di Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra. Pompa e Pollari maneggiavano dossier sulla Telekom Serbia che foraggiavano l’omonima commissione creata da Berlusconi per dimostrare la corruzione degli oppositori di Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra.
Articolo di Marco Travaglio.
Già, ma qual è il periodo in questione? Sono tutti e cinque gli anni del governo Berlusconi. È il periodo che noi, in questo giornale, con buon istinto, avevamo definito “regime”. Cinque anni di spionaggio sistematico per conto di Silvio Berlusconi. Nell’Italia di Previti e Dell’Utri erano nel mirino del servizievole servizio di spionaggio militare magistrati e giornalisti. Perché? Perché ritenuti ostili al regime. Nota per gli interessati al problema: calcolare il costo. Il costo per la protezione di Berlusconi. Da chi? Da che cosa? Da normali processi della regolare autorità giudiziaria del Paese. E da normali articoli su quei processi da pubblicarsi sulla stampa libera (non moltissima) del Paese.
Due tremende conclusioni. Senza un giornalismo complice o cieco o - diciamo - molto prudente, Berlusconi non avrebbe potuto scostarsi così tanto dalla democrazia. E anche: l’uomo e il governo che hanno fatto, senza pensarci due volte, simili danni, montando una piccola Ovra, ci danno notizie su come hanno lavorato (e lavorato bene) a spaccare l’Italia.
Articolo di Furio Colombo.
Non essere scandalizzati, ancora una volta, vuol dire essere complici.











0 Responses to “Se non è Regime questo…”
Leave a Reply