Monthly Archive for July, 2007

Mongibello, il treno della vergogna

Girovagando casualmente su corriere.it, non poteva scapparmi questo breve ma incredibile (si fa per dire, non è che sia una novità) reportage sul treno Espresso “Mongibello”, che ogni venerdì parte alle 19.40 da Milano per arrivare in Sicilia il giorno successivo (è capitato che arrivasse 24 ore dopo). Guardare per credere.
Cugino, dicevi che volevi viaggiare di notte per venire da me? Pensaci su…

Guarda “Il treno della vergogna”

Come in Cina

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PIERORICCA.ORG SITO BLOCCATO DALLA FINANZA

Sono Piero Ricca.
CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube. Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare. Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro. E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti. A presto, Piero

Povera Patria

Se non è Regime questo…

La faccenda del Sismi-gate è tutt’altro che da ignorare, da accantonare. E’ un ulteriore conferma, malgrado il Tg5 preferisce parlare dei 60 anni di Paperon De Paperoni, che i cinque anni del suo governo assomigliavano più che altro ad un regime. Questi due articoli, di cui vi propongo un estratto, spiegano sufficentemente i fatti, senza che io vi debba dare una mia opinione.

Berlusconi fa sapere che, con le spiate del Sismi nominato dal governo Berlusconi, Berlusconi non c’entra. Del resto, se anziché spiare i terroristi islamici e nostrani, i mafiosi, i camorristi e gli ’ndranghetisti, il duo Pompa&Pollari spiava magistrati, politici d’opposizione e giornalisti ritenuti ostili a Berlusconi, chi mai potrebbe sospettare che lo facesse per conto di Berlusconi? È vero, i dossier di Spio Pompa su Prodi finivano dritti e filati su Libero per la firma di Renato Farina, intervistatore di fiducia di Berlusconi stipendiato dal Sismi. Ma Berlusconi non c’entra. I dossier su inesistenti vertici a Lugano tra magistrati italiani e stranieri ansiosi di arrestare Berlusconi finivano su Panorama di Berlusconi, sul Foglio di Berlusconi e sul Giornale di Berlusconi per la penna di Lino Jannuzzi, senatore del partito di Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra. Pompa e Pollari maneggiavano dossier sulla Telekom Serbia che foraggiavano l’omonima commissione creata da Berlusconi per dimostrare la corruzione degli oppositori di Berlusconi, ma Berlusconi non c’entra.

Articolo di Marco Travaglio.

Già, ma qual è il periodo in questione? Sono tutti e cinque gli anni del governo Berlusconi. È il periodo che noi, in questo giornale, con buon istinto, avevamo definito “regime”. Cinque anni di spionaggio sistematico per conto di Silvio Berlusconi. Nell’Italia di Previti e Dell’Utri erano nel mirino del servizievole servizio di spionaggio militare magistrati e giornalisti. Perché? Perché ritenuti ostili al regime. Nota per gli interessati al problema: calcolare il costo. Il costo per la protezione di Berlusconi. Da chi? Da che cosa? Da normali processi della regolare autorità giudiziaria del Paese. E da normali articoli su quei processi da pubblicarsi sulla stampa libera (non moltissima) del Paese.
Due tremende conclusioni. Senza un giornalismo complice o cieco o - diciamo - molto prudente, Berlusconi non avrebbe potuto scostarsi così tanto dalla democrazia. E anche: l’uomo e il governo che hanno fatto, senza pensarci due volte, simili danni, montando una piccola Ovra, ci danno notizie su come hanno lavorato (e lavorato bene) a spaccare l’Italia.

Articolo di Furio Colombo.

Non essere scandalizzati, ancora una volta, vuol dire essere complici.

Bananas

2007-07-03 20:00
Tv: Mimun nuovo direttore del Tg5
Ritorna a Mediaset dopo la guida di Tg1, Tg2 e Tsp
(ANSA) - ROMA,3 LUG - Il vertice Mediaset ha nominato Clemente Mimun direttore del Tg5 a seguito del nuovo incarico affidato a Rossella, diventato presidente Medusa. Per Mimun - 53 anni, romano, giornalista professionista dal 1978 - il passaggio al Tg5 e’ in realta’ un ritorno: era gia’ stato vicedirettore del tg di Canale 5, che ha fondato con Enrico Mentana e Lamberto Sposini, dal 1991 al 1994, prima di passare in Rai. A Viale Mazzini e’ stato direttore del Tg2 per 8 anni, del Tg1 per 4 anni e della Tsp.

Commento questa notizia e il relativo discorso uscente di Rossella. (Wikipedia ha la grave lacuna di non citare il fatto che abbia pubblicato Dossier falsi riguardo al possesso di armi di distruzione di massa da parte dell’Irak, utilizzati poi dal presidente USA Bush. Bush si è poi dovuto scusare per il grave errore, Rossella è stato promosso direttore del TG5).

1) Se qualcuno aveva dei dubbi sulla attendibilità di Clemente Mimun (tra l’altro il nome Clemente è davvero sfortunato a quanto pare), dopo questa notizia è più che una certezza. Tra l’altro io non sapevo neanche che era vicedirettore alla fondazione del telegiornale…quindi dubbi in realtà non ce n’erano neanche prima.

2) Berlusconi un editore libero… Rossella, fatti inculare…

3) Che dio vi benedica: se dio esistesse caro Rossella, tu venderesti banane al mercato.

Aspetto un post di Luttazzi a breve.