Da Sydney a Maranello: sintesi di un anno sofferto

Scappare

E’ veramente impressionante quando penso che esattamente un anno fa, stavo per tornare in Italia. Sabato 14 Febbraio 2007, infatti, abbracciavo i miei compagni di avventura ad Eva’s prima di andare in aeroporto.

Ricordo ancora tutto come se fosse ieri, ma spero che mai e poi mai mi dimenticherò un dettaglio di quello splendido anno passato nell’emisfero Australe. La prossima settimana mio cugino mi verrà a trovare: sicuramente ne parleremo…

Dopo i primi 6 mesi di totale smarrimento passati provando a continuare l’università, ho piano piano ritrovato la mia strada. Nonostante ho avuto grandi difficoltà all’inizio, è stato un giusto prezzo da pagare per un anno strepitoso che mi ha dato e insegnato tanto.

C’è una domanda che però non se ne andrà mai via: che ci sto a fare qui? :)

Qualcuno di voi mi potrà sicuramente capire. Altri, forse, non capiranno mai perchè sono partito. Forse da Aprile vi verrà un po di voglia…

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2 Responses to “Da Sydney a Maranello: sintesi di un anno sofferto”


  1. 1 Luca

    AHHH ma cosa dici! in italia si sta da dio!!

  2. 2 silvia

    infatti è meglio non pensarci. non pensare che poco meno di un’anno fa stavo per partire per berlino. 5 folli fantastici mesi. non pensare che poi ci sarebbe stata, inaspettata, l’india. non pensare che ora sono parcheggiata da qualche mese nel profondo nord-est.
    è meglio ricordarsi che ad aprile me ne vado di nuovo, almeno per un paio di mesi, che qui manca il respiro. e se non capisco male riparti anche tu…
    “beh, cos’è? l’italia ti fa così schifo? cos’è sta continua voglia di scappare? cosa ci sarà di meglio all’estero?” direbbe qualcuno. no, non è niente di questo. amo l’italia. la amo anche quando, aprendo il giornale, mi viene voglia di richiuderlo subito. semplicemente, come scrive magris:”nel viaggio, ignoti fra gente ignota, si impara in senso forte a essere Nessuno, si capisce concretamente di essere Nessuno. proprio questo permette, in un luogo amato divenuto quasi fisicamente una parte o un prolungamento della propria persona, di dire, echeggiando don chisciotte: qui io so chi sono”.
    “altri, forse, non capiranno mai perchè sono partito”. capisco, io mi sa che capisco…
    buoni (futuro) viaggio

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