Archive for the 'Australia' Category

Fabrizio Returns

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In Italy we say “fish out of the water” and probably is the best sentence for describing how I feel here. It’s a real strange feeling.

Was really hard leaving the hostel Saturday. I would say that was unreal, because I never felt like I was leaving but happened, so from one moment to the other i had to say goodbye to all, without spending any extra word with anyone. I just said goodbye and I left. When I was at the airport was more incredible, I was saying goodbye to Vanessa, Costas, Daniel and Katrin like I had an important call and I had to run at home. But I had no reasons, I never wanted to leave and until 2 hours before I was acting like everyday. But at 2.30, I had to leave and say goodbye. That’s the incredible way how I left everyone, how I left the Country.

The worst part were when I had to give the passport to the custom and when I was sitting on the plane. I had the consciousness that everything was finish and, believe me, i was really sad.

After the first, sad and boring 8-hours flight in Bangkok I had the first, strong, italian feeling. Most of the people that were waiting in the lounge in front of the next flight gate were italians and, as you can imagine, they were much much much louder than the people that were waiting in Sydney. Once the gate was opened, they started to pull each other for going to the Plane. Believe me, I was really sad for all this and I started to get scared about the whole return-thing.

The second flight, through, was better and I managed to sleep 5 hours in row. I arrived in Rome at 5AM, 1 hour earlier than the schedule and the other “warm” welcome arrived with the airport clearness (read: very dirty) and with the style how the airport staff were putting our baggage on the baggage reclaim (very i-don’t-want-to-do-nothing-so-i-just-trow-them roman style).

My parents were happy to see me as you can imagine and we had a huge conversation in the car going home.
I wanted to thank all the people that gave me a warm welcome back here in my place, but I also want to thank all the people down-under in Sydney that made my experience more and more fantastic everyday.

Beside I haven’t slept for long time, after the first night I don’t have any jet-lag symptom and I’m quite happy about that. I spent the morning with my Mum and I had, after long time, a real italian breakfast with a real typical italian creme croissant (”cornetto”) and a cappuccino. Then, shopping and I bought a lot of deli that I’ve dreamt for long time.

I wrote in english again. That’s a tribute for all the people that I left in Sydney and are interested in how I feel in this moment. I miss you all, guys!
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Mi sento un pesce fuor d’acqua. Essere tornati in Italia è una sensazione davvero strana…

E’ stato davvero difficile lasciare l’ostello sabato. Direi che è stato surreale, perchè perfino negli ultimi 2 giorni o nelle ultime 2 ore non ho mai avuto la sensazione di dover partire. Risultato: ad un certo momento mi sono ritrovato a dover salutare tutti quanti, senza aver avuto l’occasione di spendere qualche parola in più con tutte le persone a cui ero più legato. Ancora più incredibile è stato salutare Vanessa, Costas, Daniel e Katrin all’aeroporto. Stavo partendo, come se da un momento all’altro avessi ricevuto una chiamata urgente e me ne fossi dovuto andare. Fino a pochi momenti prima della partenza, mi comportavo come se fossi restatto li per altri due mesi.

I momenti più difficili, quelli in cui gli occhi erano diventi lucidi, sono stati al momento del controllo del passaporto alla dogana e quando sono nsalito in aereo. Stavo partendo. Li me ne sono reso conto.

Dopo il triste e noioso volo di 8 ore per Bangkok, ho iniziato a sentire un po’ di Italia. Se a Sydney davanti al gate tutte le persone erano in silenzio, nell’aeroporto Thailandese tutti gli italiani che aspettavano l’imbarco creavano una confusione pazzesca. Ad un certo momento, alcune persone si alzano e vanno davanti alla porta di vetro senza motivo. A quel punto, tutti si alzano e si mettono in fila, 20 minuti prima che alcun hostess comparisse. Poi, quando hanno iniziato a imbarcare la Business, in tanti hanno provato ad entrare lo stesso. Successivamente, iniziato l’imbarco per l’economy, la gente iniziava a spingere per poter entrare per prima nell’aereo. Pazzesco!

Il secondo volo, comunque, è stato migliore. Sono riuscito a dormire 5 ore e per me è stato un grande traguardo. Ringrazio inoltre la coppia della provincia di Milano che mi ha tenuto compagnia durante il volo. Arrivato a Roma, ho avuto un caldo benvenuto: la sporcizia dell’aeroporto e il modo in cui gli addetti ai bagagli buttavano le nostre valige sul rullo. La maggiorparte di queste, appena uscite dal bocchettone, cascavano per terra ed inevitabilmente la gente si lamentava e i più vicini all’ingresso dovevano rimediare rimettendole sopra. Stile romano, insomma.

Chiaramente i miei sono stati felici di rivedermi e, nella via di casa, abbiamo avuto una grossa chiaccherata. In tanti mi hanno dato un caloroso benvenuto e li ringrazio di cuore. Ringrazio però anche tutte le persone che ho lasciato a Sydney, artefici di aver reso la mia esperienza fantastica.

Nonostante non abbia dormito per quasi 3 giorni pieni, dopo la prima notte in Italia non ho ancora avuto nessun sintomo di Jet-Lag. Questa mattina sono andato con mia madre a fare colazione (mi mancavano un buon cappuccio e un cornetto) e un giro al supermercato. I tempi del Woolworth’s sono finiti…

Ho scritto in inglese di nuovo. E’ in onore di tutte le persone che ho lasciato a Sydney, interessate a come è stato il mio ritorno nel Bel Paese. Mi mancate tutti un casino ragazzi!

Everything has an end

Ci siamo. Prima o poi doveva succedere. D’altronde everything has an end, tutto ha una fine. Ed è arrivata, dopo un anno, la fine anche per me e per il mio viaggio. Non che la voglia: è arrivata inesorabilmente dopo che l’ho cercata di rimandare varie volte, con successo e soddisfazione. Ma la accetto. Scade il visto, scade il biglietto aereo ma è anche ora di tornare a casa. E’ ora perchè ho fatto quello che dovevo fare, ho visto quello che volevo vedere ed è giusto per la famiglia, per gli amici, per l’università che riprenderò e cercherò ( :D ) di finire. Sinceramente penso si tratti di convincimento forzato.

Quante avventure. L’arrivo, l’inglese, il primo viaggio con Nils, Carlo e Dylan, il lavoro nella lavanderia, il lavoro al ristorante, il viaggio in Nuova Zelanda, il lavoro in consolato, il viaggio alle Fiji, il lavoro in ufficio, il mondiale, Hong Kong, l’acquisto del Van, 20.000 in giro per l’Australia, l’incidente, la cessione del Van, la Tasmania…

Quanti amici. La lista potrebbe essere infinita. Quelli fissi, come Vanessa, Costas, Johnny, Connie. I periodi, come quelli con mio cugino, Nils, Grant, Cecile, Marie, Malin e Emma; come quelli con Klaus, Joerg, Ute, Diego, Luca, Lorenzo, Mauro; come quelli con Katrin, Silvia, Aneka, Daniel, Sebastian, Juliane. Senza parlare di tutte le persone conosciute solo per pochi giorni, ma con cui ho instaurato un’amiciza che ancora continua. Silvia, Monica, Sergio e Marzia, Elisa…

Stasera grande festa per il mio addio, o arrivederci per alcuni. Si parte con un aperitivo tutto italiano sul Roof al tramonto per poi andare nel quartiere italiano a Leichhardt per una pizza (quella vera). La serata finirà con una bottiglia di Asti davanti all’Opera House ad orario non precisato della notte. Non credo che avrò il tempo di parlarvene domani mattina, sia per lo stato in cui mi sveglierò, sia per gli ultimi preparativi.

La Thai mi tirerà fuori da questo paese con il volo delle 17:05, quando in Italia saranno le 7:05 di mattina.

Emozioni, emozioni forti. E’ dura e sarà dura lasciare tutto, tutti. Mi arrendo. C’est la vie.

Arrivederci, Australia.

Edit: ecco le foto della serata! Un regalo, aspettando il mio ritorno in Italia. A voi le conclusioni ;)

IMG_8015.jpg Aperitivo nel rooftop

IMG_8019.jpg Katrin and me

Max, Io, Katrin e Ronnie Italiani alla conquista della Germania

Notti magiche IMG_8035.jpg

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Numeri

Giunti alla fine, è tempo di dare i numeri:

  • Voli interni presi: 5 (Sydney-Melbourne VirginBlue, Adelaide-Sydney Qantas, Sydney-Hobart VirginBlue, Hobart-Melbourne Virginblue, Melbourne-Sydey Qantas
  • Voli internazionali presi: 10 (Roma-Bangkok Thai, Bangkok-Sydney Thai, Sydney-Auckland Emirates, Christchurch-Sydney Jetstar, Sydney-Nadi VirginBlue, Nadi-Sydney VirginBlue, Sydney-Hong Kong Qantas, Hong Kong-Sydney Qantas, Sydney-Bangkok Thai, Bangkok-Roma Thai)
  • Chilometri in auto: 28.500 (23.000 intorno all’Australia, 1500 in Tasmania, circa 4000 in Nuova Zelanda)
  • Stati dell’Australia visitati: 5/6 (manca il Queensland)
  • Paesi toccati: 6 (Hong Kong & China, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda, Fiji)
  • Mesi complessivi passati all’Eva’s: 8
  • Camere usate all’Eva’s: 8 (9, 32, 3, 2, 28, 13, 30, 17)
  • Ragazze conosciute all’Evas: N/D
  • Calzini persi: almeno 30 paia
  • Magliette perse: 1
  • N° di volte in cui ho cambiato il volo per tornare a casa: 4
  • N° di volte in cui mi è stato chiesto di tornare a casa: 32.250
  • N° di fotografie salvate (non scattate!) sul mio computer a oggi: 5805
  • N° di fotografie che vedrete: spero per voi di meno
  • Decibel di mio cugino quando russa: 120
  • N° di oggetti tirati a mio cugino di notte per farlo smettere di russare: parecchi, tra cui ciabatte, asciugamani, scarpe, caricatori del cellulare Nokia
  • N° di versi del cane fatti da Max: 11.111

Degna di nota è la colazione russa preparata da Sebastian (alias Napoleon). Uova bollite condite con olio,aceto,sale,pepe e mostarda piccante e un bicchiere di vodka liscia…

Una parola: mitici CIMG2022.jpg

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Grazie

Mi rendo conto che il mio tempo qui ha le ore contate ma, onestamente, faccio ancora fatica a capacitarmene. Il 25 febbraio del 2006 arrivavo qui in Australia, senza nessuna idea di quanto sarei rimasto o di cosa avrei fatto. Oggi 8 febbraio 2007 so che sabato, 10 febbraio 2007, finirà un’avventura, l’avventura più lunga e più bella della mia vita. A 48 ore dalla mia partenza il mix di emozioni è importante ed è il momento di dire grazie, cercando di non dimenticare niente e nessuno, cercando di andare in ordine cronologico.

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Grazie a Francesca, che mi ha fatto nascere la pazza idea di partire per l’Australia.
Grazie a Trenitalia e Autostrade Italiane, artefici dello stress che mi hanno convinto a partire.
Grazie ai miei genitori, che hanno capito la mia scelta. Grazie ai miei amici, quelli veri, che mi hanno sotenuto.
Grazie a Laura, che mi ha regalato la moleskine su cui concedermi quando non c’era nessuno con me (in rari casi, ma sempre preziosi)
Grazie a chi mi ha lasciato solo una volta arrivato. E’ stato difficile, ma importante per me per capire che potevo farcela benissimo da solo.
Grazie a Nils (Svezia) che è stato come un fratello per me, Dylan e Carlo (Canada), i miei primi amici, i miei primi compagni di viaggio.
Grazie mille a Caterina, Ale e Mithya (Genova). Loro sanno perchè.
Grazie a Vittorio (Milano), per la sua simpatia e l’accoglienza in ostello (con tanto di maglia di Abatantuono)
Grazie al mio mitico cugino, Francesco. Grazie per essere venuto, grazie per la compagnia, grazie per perle del tipo “But your english is perfect…”
Grazie a Grant (Canada). Il nostro fratello maggiore.
Grazie a Malin e Emma (Svezia), che non dimenticherò mai.
Grazie a Sara (Sicilia) e a Jieun (Corea) per il viaggio in Nuova Zelanda
Grazie a Annalisa e Paola dell’Istituto Italiano di Cultura
Grazie a Sabine e Christine (Germania)
Grazie a tutte le fantastiche persone conosciute alle Fiji, in particolare Max e Rachel
Grazie a Sophia (UK), grazie a Cecile e Maria (Danimarca)
Grazie al mitico Jan e alla sua ragazza Nicole (Germania)
Grazie a Ljuba. Non ti dimenticherò mai.
Grazie a Marieke (Olanda), anche se conosciuta per pochi giorni, perchè ha sostenuto le mie pazze imprese.
Grazie a Gareth (UK). Nessuno come te vuole imparare così tante lingue…
Grazie a Silvia e Monica. Entrambe di Milano, entrambe pazze. Entrambe nel mio cuore per sempre. Peccato che siete state qui in periodi diversi.
Grazie a Sergio e Marzia. Ricordo ancora le loro facce preoccupate per i bagagli dispersi. Anche se solo per 3 giorni, ospiti dell’ostello di qualità rara.
Grazie a Marta e Carlotta (Roma). Mitiche.
Grazie a Luca e Mauro (Napoli), Guido “Il conte”, Lorenzo, Diego (Milano) e a tutti gli italiani presenti in quell’incredibile periodo
Grazie a Beatrice ed Emanuela (Imola), per la compagnia fino a Perth e per la pazienza nei confronti di due deficenti…altre due persone che non dimenticherò mai.
Grazie a Soroush (Danimarca/Iran), per il viaggio intorno all’Australia. Grazie perchè, nonostante tutto, mi ha insegnato tanto.
Grazie a Samira (Germania/Libia) che si è unita a noi e ha evitato un omicidio.
Grazie ad Annie, che ci ha ospitato a Donnybrook.
Un grazie ad Elisa (Torino). Pochi giorni, ma di qualità.
Grazie a Lena (Germania)
Grazie a Steffan, acquirente del mio van. In bocca al lupo!
Grazie anche a Markus, che me l’ha venduto. La prossima volta compralo un crick però!
Grazie a Costas. Qui c’è “poco” da dire. Sempreverde, onnipresente. The Doctor. Unico.
Grazie a tutti quelli del Buon Gusto Restaurant, in particolare Alfredo, che mi hanno sopportato e dato un lavoro per 4 mesi.
Grazie a Sydney, una città magica. Grazie a Milk Beach, la miglior spiaggia insieme a Watston Bay.

Grazie a tutti quelli che si sono interessati a me dall’Italia durante l’anno. Grazie a chi ha letto il blog, grazie a chi lo ha commentato.
Un ringraziamento speciale a Sir che non mi ha mai lasciato, come se lo avessi avuto qui con me in Australia.

Un grazie molto, molto speciale alla famiglia più bella che ho avuto qui in Australia: Katrin, Silvia, Franziska, Judith, Fridgy, Daniel, Sebastian, Juliane, Jelena (Germania), Ronnie e Max (Garda), Jennie (UK).
Un grazie a Vanessa non è sufficente. Vorrei poterle fare un monumento. Potrei creare un .txt da 1GB per tutte le cose che ha fatto per me.
Grazie a Eva’s Backpackers. Un posto magico.

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Le persone citate qui difficilmente spariranno dalla mia memoria, perchè hanno contribuito a questi fantastici, incredibili 12 mesi. Grazie a tutti

Vi racconto la Tasmania

Ed eccomi di nuovo a Sydney, dopo 13 giorni passati in Tasmania e 3 giorni passati a Melbourne. Dopo questo silenzio forzato, è giunto il momento di aggiornarvi per bene e raccontarmi della mia avventura tasmaniana.

Volati ad Hobart con la Virgin Blue e dopo aver passato una notte nella tranquilla capitale della Tasmania (180.000 abitanti, come Modena), noleggiamo la mitica Hyunday Jetz dalla Europcar e iniziamo il nostro tour orario della nazione (cliccate per ingrandire il percorso)
Il percorso in Tasmania

Con gli undici giorni a disposizione, abbiamo fatto un giro che oserei dire piuttosto completo. Come potrete vedere, la Tasmania è completamente diversa dal resto dell’Australia e, anzi, è molto più simile alla Nuova Zelanda. Aria pulita, verde, fiumi, laghi e contatto ravvicinato con gli animali. Grazie a Katrin, ho molte più foto del sottoscritto da mostrarvi :)

Approfittando del bel tempo, campeggiamo alla prima occasione nel parco nazionale del Mount Field.

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Proseguiamo per il nord, fermandoci nel bellissimo parco nazionale del Lake St. Claire:

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E tocchiamo la parte più a Ovest della Tassi, a Strahan, dove siamo fortunati ad essere gli unici a prenotare da dormire in una barca ormeggiata al molo, che quindi abbiamo avuto tutta per noi per una notte:

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Quindi, proseguiamo per un altro parco nazionale, quello di Cradle Mountain…

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per poi fermarci a dormire nel piccolissimo paese di campagna Mole Creek, dove troviamo da dormire in un bellissimo cottage fornito, addirittura, di TV e lettore DVD (e i dvd erano gratis):

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Nei dintorni di Mole Creek visitiamo un Wildlife Center (letteralmente…un parco dedicato agli animali selvatici tasmaniani). Ad aspettarci, Wombat, Kangaroo, Wallaby, Koala e il famoso Tasmanian Devil (Diavolo della Tasmania):

Wombat Tasmanian Devil

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Dopo essere stati ospiti di amici conosciuti a Sydney nei dintorni di Deloraine (in un posto, credetemi, ancora più sperduto) per una notte e due giorni pieni abbondanti, prima di dirigerci a est ci fermiamo nella città di Launceston. A Launceston, ammiriamo il Gorge proprio vicino al centro e , con una manovra da manuale, ammiriamo il copricerchione della Jetz finire sul marciapiede. 120 dollari da quei ladri della Europcar…neanche Massimo chiederebbe così tanto! :D

Launceston L'acqua li si beve...

Poi, St. Helens…

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E uno dei posti più famosi, Freycinet National Park, dove facciamo pure un bagnetto…

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Poi, tornati a Hobart, una visitina al Mount Nelson e una al Mount Wellington (1200 metri, abbiamo visto la neve):

IMG_7970.jpg Katrin mostra devozione alla bandiera

Come potete immaginare, è stato difficile selezionare le foto da mettere sul blog ed è stato altrettanto difficile raccontarvi tutto sinteticamente in un singolo post. Ma ora dovreste avere un’idea sulla bellezza di questo posto, probabilmente una delle cose più belle che ho visto durante l’anno. Un viaggio, come d’altronde tutti questi 12 mesi, che non dimenticherò mai.