Il sottoscritto e di conseguenza questo blog, negli ultimi tempi non sono stati molto onesti. Mentre il contatore sulla destra continuava a progredire giorno per giorno, nella mia mente c’era un piano rimasto sconosciuto alla maggior parte di voi.
Fino a qualche giorno fa, il 21 dicembre avrei preso un aereo che mi avrebbe portato in Thailandia, dove avrei passato due notti prima di prendere il volo successivo che, dopo 10 mesi, mi avrebbe riportato a casa. Sarei atterrato la mattina del 24 dicembre e, secondo i piani, sarei arrivato a sorpresa a casa mia per la cena di Natale. Qualche giorno dopo sarebbe arrivata la mia ragazza dalla Germania e, sempre secondo i piani, avremmo dovuto passare il capodanno assieme.
Sarebbe stato un colpo di scena, una cosa da raccontare, una bella storia. Ma non è andata così.
A soli 10 giorni dalla partenza, dopo una lunga riflessione seguita poi da una decisione lampo, esattamente come quella che mi ha portato in questo continente, ho deciso di rimanere. Alcuni motivi sono strettamente personali e non saranno mai pubblici, alcuni alla luce di tutti. Pensate alla scadenza del visto working-holiday (25 febbraio), che si può avere solo una volta nella vita e non si può rinnovare, al fatto che qui è estate e li inverno (anche se ultimamente il tempo fa capricci), al fatto che passerò il capodanno in spiaggia a vedermi i fuochi tra Opera House e Harbour Bridge. Al fatto che la vita è la mia e ho fatto quello che mi sentivo di fare…
Colpo di scena nel colpo di scena.
E’ stata una scelta difficile, più di quanto crediate, che ha fatto soffrire alcuni, che ha fatto felici altri. E’ stato difficile non parlare nel blog di come mi sentivo nel tornare a casa, la tentazione era forte, ma ho resistito. Ora però è il momento di tornare a parlare…
Sebbene il mio ritorno sia certo, la data ancora non lo è. Dipende sopratutto dai voli, o da quanto voglio stare in Thailandia. Ma di una cosa potete stare sicuri…il contatore andrà sopra i 300 giorni…






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