Prima di parlare del viaggio, è necessaria una presentazione del gruppo che sta per compiere questo lungo-corto viaggio sulla Great Ocean Road composto da me, Carlo, Dylan e Nils.
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Carlo, nato in Canada ma di origini calabresi, lavora per Air Canada, la compagnia di bandiera, come assistente di volo (stewart). Attualmente abita a Toronto ma torna spessissimo in Italia, proprio perchè viaggia a prezzi praticamente irrisori. Parla l’italiano abbastanza bene, l’inglese perfettamente, ma in casa parla calabrese.
Dylan è di origini indiane, ma abita a Toronto e anche lui lavora per Air Canada (Carlo e Dylan si sono conosciuti sul lavoro). Sa 5 lingue e ha imparato l’italiano soltanto ascoltando Carlo mentre parlava al telefono. Sa cantare “Laura non c’è” dall’inizio alla fine. Sorprendente.
Nils Grundberg invece è svedese, come lo stesso nome suggerisce. Svedese Doc. Parola d’ordine: Forget about it!
Arrivati in aeroporto incredibilmente ad un buon orario, scopriamo che i nostri strategici bagagli a mano dovevano essere imbarcati. Mi chiedo soltanto al ritorno come diavolo farò a portare a casa tutta la roba…
L’aereo parte alle 9.15 e l’imbarco è alle 9, soltanto un quarto d’ora prima. Io e Nils siamo partiti con Virgin Blue, mentre Carlo e Dylan con Quantas (perchè hanno sconti grazie al loro lavoro). Ovviamente, partiamo in ritardo di mezz’ora (strano!) ma senza nessun tipo di problemi. Io e Nils ci ascoltiamo qualche canzone sull’iPod durante l’attesa, mentre io continuo a riempire il mio Moleskine.
Arrivati a Melbourne, le cose partono bene. Le valige non sono state perse e con gli altri ci troviamo facilmente. Telefoniamo all’ostello che mi ha consigliato Janine (la tedesca), troviamo il posto e quindi ci avviamo con il taxi in città.
Avevo sentito dire che Melbourne non è niente di speciale. Non è affatto vero. Per certi versi è anche più bella di Sydney, è più elegante, più stilosa. Il centro è affascinante e si gira in fretta ed ha tutta l’aria di essere una città ben organizzata. Le foto parlano da sole… è stata proprio una bella giornata.
Alla sera abbiamo deciso di provare a mangiare in un ristorante italiano e non è andata troppo male. Una bottiglia di Sangiovese (prodotto in Australia, naturalmente), ha dato alla serata quel tocco in più che mancava. Melbourne, di notte, è davvero stupenda.
Tutto sembra andar bene, ma il tempo ci è nemico. Dobbiamo fare 1200 km in due giorni, considerando che ci fermeremo anche qualche volta durante il tragitto per vedere i pezzi migliori della Great Ocean Road. Altri due giorni saranno dedicati a Kangaroo Island. Domenica mattina alle 7:25 c’è il volo Quantas che ci aspetta per tornare a Sydney. Torneremo vivi?






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