Archive for the 'Fiji' Category

Dal diario di Fix - Parte 3

Day 7-8 (10-11 giugno 2006)

Dato che ero andato a letto come le galline e la colazione al Waya Lai Lai Resort era dalle 7 alle 8, avevo puntato la sveglia alle 6.30. Il ritmo fijiano però mi era già nel sangue e non ne ho avuto nemmeno bisogno…

Dopo un po di sole in spiaggia era il momento di lasciare l’isola e di raggiungere il traghetto, destinazione Nabula Lodge, in una delle ultime isole del gruppo delle Yasawa. Ecco un po di foto raccolte nei due giorni di permanenza:

La spiaggia Il resort dall'alto

Al tramonto Cara dolce amaca...

Comunque, a contrario di Waya Lai Lai, in questa isola ho conosciuto e ho passato la maggiorparte del mio tempo con un sacco di gente della mia età. Condividevo la stanza (o meglio dire, la capanna) con un danese, un canadese e due inglesi decisamente simpatici, ma nel resort ho avuto modo di conoscere (cito solo quelli di nota) due sorelle di Sydney, una coppia di neozelandesi e una coppia di pensionati tedeschi che facevano il giro del mondo (non è mai troppo tardi). Indimenticabile il fuoco in riva al mare che abbiamo tenuto su fino alle 2 del mattino…

Tengo a precisare che l’acqua potabile dell’isola era quella piovana (buonissima, ma a Modena non lo farei mai :D) e che la corrente, esattamente come Waya Lai Lai, veniva attaccata solo dalle 18 alle 22. Di copertura telefonica neanche a parlarne, ovviamente…un vero e proprio paradiso.

Day 9-10 (12-13 giugno 2006)

Lascio di nuovo tutti a Nabua Lodge, dopo una mattinata passata a camminare tra le spiagge con Vasco in sottofondo, e appena 5 minuti dopo un temporale tipicamente equatoriale. Quindi, traghetto per Mantaray Island Resort, l’ultima mia tappa tra le isole dell’ovest.

Mantaray Island Resort è sicuramente un posto che lascia senza parole, perchè sul fatto che sia bello non si discute, ma dopo aver visitato isole sperdute senza nessun tipo di comodità, ripassare ad avere elettricità 24 ore su 24, bagni waterless di ultima generazione, acqua calda, staff non propriamente del posto e addirittura liberatorie nel caso ti faccia male, non è proprio il massimo.

Sopra di me dorme un inglese, classe 87, decisamente molto simpatico con cui non faccio fatica a stringere amicizia. Sta di fatto, però, che la serata l’ho passata cenando con un inglese giramondo che di anni ne aveva più di 40 e, successivamente, a giocare a carte insieme a svariate persone: una bella giornalista inglese che lavora per la BBC, una coppia svizzera (Mauro Mauro), una coppia canadese che però lavora a Sydney, una coppia svedese. Bellissima la scena in cui mi dicono prima che il gioco di carte a cui stavamo per partecipare si chiamava “Mafia”, poi mi chiedono di dove ero con successiva risata dopo la risposta. Gran gioco, cmq!

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Dal bure dei pasti... IMG_5520.jpg

Il giorno successivo è stato caratterizzato dal mio solito problema agli occhi, che ad ogni clima caldo torna a farsi sentire. Ma la spiaggia, il sole e sopratutto, le amache, non me le ha tolte nessuno :)

Day 11 (15 giugno 2006)

Arrivo di nuovo al Nadi Bay Hotel, nell’isola principale, alle 7 di sera. Durante il check-in, chi vedo? Sophia…

Sophia è una ragazza inglese, giramondo anche lei, che avevo conosciuto a Sydney un mese abbondante prima. Sapevamo che entrambi eravamo alle Fiji, ma l’impossibilità di comunicare con il mondo e i diversi itinerari ci hanno impedito di beccarci. Fino all’ultimo giorno! Quindi, piacevolissima sorpresa e piacevolissima ultima serata alle Fiji…

L’ultima mattinata, con Sophia e le sue amiche, siamo andati in centro città per le ultime compere. Una bandiera da attaccare nel mio zaino-compagno di viaggio, un paio di camice fijiane…e, caso ha voluto, l’incontro con la nazionale italiana di Rugby, che era alle Fiji per disputare un amichevole con la nazionale locale. Mitico!

Then, fly back home. Sydney. Eva’s. Ad aspettarmi, mio cugino, Diego e un ragazzo di fiorano (il mondo è piccolo, no?). Il resto, è storia.
Me and Sophia

Dal diario di Fix - Parte 2

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Day 5 (8 giugno 2006)

Dopo 4 giorni passati nell’isola principale, Viti Levu, è stato il tempo di partire per l’avventura tra il gruppo delle isole Mamanuca e delle isole Yasawa (aiutatevi con la cartina sovrastante). 7 giorni, 6 notti: una notte a Beachcomber, una notte a Waya Lai Lai, due notti a Nacula e due notti a Naviti.

Per andare a Beachcomber, isola che Costas mi ha assolutamente detto di non perdere, devo spendere 50 dollari in più perchè non è compresa nel Bula Pass (il pass per il traghetto valido per la settimana). La cosa buffa è che la nave è proprio la stessa e non è una fermata extra…cose da Fiji.

Il ferry per le isole Beachcomber

Beachcomber è famosa per essere la “party island” delle Fiji e così mi preparo psicologicamente al tutto. In realtà, questa isoletta (diciamo quasi atollo) che si gira in 5 minuti d’orologio, durante il giorno è tutt’altro che movimentata…ne approfitto per prendere il sole. Faccio amicizia con Robert, un tedesco che ha tutta l’aria di essere un modello (sarà la foto più cliccata dalle ragazze), ma è laureato in matematica finanziaria. Difianco a lui stonavo proprio, ma abbiamo fatto amicizia abbastanza in fretta e, per tutta la mia permenenza, ci siamo divertiti parecchio. Quando vi dicevo che 16 persone in un dorm non erano niente, intendevo questo: in Beachcomber il bure (capanna) del dorm contiene circa 120 persone…assolutamente pazzesco! Se vi chiedete se sono riuscito a dormire, risposta positiva…con una buona dose alcolica dormono tutti come degli angioletti! Beachcomber, per concludere, è l’unica isola così movimentata: musica fino all’una di notte, gente in giro fino alle 3, corrente 24 ore su 24. E’ stata davvero una piacevole serata, caratterizzata da un italo/australiano che ha vinto la gara dei granchi e che mi ha offerto fiumi di birra perchè gli avevo battezzato quello vincente e dalla conoscenza di una generosa ragazza americana… :)

Il tramonto a Beachcomber

Day 6 (9 giugno 2006)

Dopo colazione, lascio Robert e gli altri ragazzi che ho conosciuto sull’isola per recarmi alla seconda isola della mia scaletta, Waya Lai Lai. Sulla barchetta che ci portava sull’isola mi sono innamorato di una ragazza, ma è durato pochi minuti: lei, come tutti gli altri della barca, sono scesi nell’isola prima della mia. Strano. Quindi, insieme solo a due fijiani, arrivo a Waya Lai Lai Resort e credevo di essere l’unico turista sull’isola.

Bula! Il resort di Waya Lai Lai

Poi, conosco tre coppiette a pranzo, una tedesca, una svedese, una canadese. Il pomeriggio lo passo metà al mare, metà a salire sulla cima dell’isola. E’ stato veramente faticoso star dietro a quel ragazzino che mi ha accompagno fin lassù, ma alla fine ce l’ho fatta :) Come potete vedere dalle foto, la vista dalla cima era notevole…

Dalla cima... Il fijiano che mi ha portato lassù Waka

La serata la passo a parlare dell’Italia alle coppiette, che mi prendono in giro praticamente tutto il tempo. La cosa più divertente, per loro, era il fatto che chiudiamo i negozi per pranzo… “e cosa fa la gente in quelle ore?” Che razza di domanda è, se è pausa pranzo mangierà, no? Bah…

Beachcomber è stata divertente, ma non pensate che Waya Lai Lai sia stata noiosa per me. La corrente è stata staccata alle 10 e mi hanno dato in mano una lampada di kerosene, che non avevo mai visto in tutta la mia vita :) Il compito di illuminare il tutto è passato alla Luna, che in pochi giorni sarà poi diventata piena. Il cielo, ovviamente, incredibilmente stellato. Bella roba, credetemi. A letto presto però, alle 10: dopo la cena delle 7 e due chiaccherate intorno al fuoco in riva al mare, non c’era molto altro da fare :)

Waya Lai Lai E' proprio faticosa come vacanza...

Prossimamente, il racconto degli altri 4 giorni in giro per le Yasawa…Stay tuned!

Dal diario di Fix - Parte 1

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Day 1 (4 giugno 2006)

Sulla soglia dei 100 giorni fuori dall’Italia, di nuovo in aeroporto, praticamente esattamente dopo un mese dal ritorno dalla Nuova Zelanda. Feejee! Sveglia alle 5, dopo essere andato a letto alle 2, cercando di non disturbare i rappresentanti di Finlandia, America e Sud Italia che avevo in camera.
Pacific Blue, Flight 155, ore 8.10 AM. Journey sull’iPod, laptop “a casa”.
Feejee. The Paradise. Questo viaggio è arrivato nel momento giusto, Sydney iniziava ad essere freschina e la temperatura lassù è molto interessante :) Mare, spiagge, isole. Sono troppo contento! 29°C, dice il comandante durante il volo.

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Arrivato a Nadi, dopo 4 ore di volo (durante il quale ho visto, finalmente, Syriana), conosco subito una ragazza inglese con nome italiano (Francesca, storia lunga) con cui passerò il resto del mio breve pit-stop in città e mi rendo conto che la mia sim card italiana, inspiegabilmente, non fa roaming.

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Day 2/3 (5-6 giugno 2006)

Seguendo le ottime indicazioni di Costas, il nostro eroe Greco che nel frattempo si è trasferito da Londra a Stoccolma, il giorno dopo parto subito per Mango Bay, una delle Resort lungo la Coral Coast, nel sud dell’isola principale, Viti Levu. Mi faccio subito riconoscere nell’autobus: dopo appena 30 secondi di viaggio, mi accorgo che ho dimenticato il mio backpack (un dettaglio!) in ostello…così torniamo indietro e divento l’attrazione del viaggio per tutti gli inglesi presenti nel pulman.
Questo però non mi impedisce di fare amicizia con un ragazzo svizzero (Mauro, Mauro, in Svizzera…) e di trovarmi un altro compagno “di merende” per i prossimi due giorni.

Mango Bay è senza dubbio uno dei posti più belli in cui sono stato durante la mia permanenza alle Fiji:

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Li ho passato due notti. Come potete immaginare, è stato davvero faticoso fare spola tra spiaggia, cibo, letto (20 metri dall’acqua) e intrattenimento con le ragazze presenti nel posto…

Alle Fiji i dormitori prendono dimensioni preoccupanti ma, nonostante questo, rimangono decisamente vivibili. In questo bure (capanna), di letti ce n’erano 16, e vi assicuro che non è niente :)

Day 4 (7 giugno 2006)

Lascio Mango Bay con dispiacere, il posto era veramente notevole. Il ragazzo Svizzero continua il suo viaggio verso Suva, la capitale, mentre io me ne rientro a Nadi per organizzare la mia settimana per le isole dell’ovest. La fijiana alla reception mi chiede 40 dollari per tornare in città, ma probabilmente si era dimenticata che aveva di fronte un italiano. E’ la prima volta che mi sento come uno straniero in Italia e questa sensazione mi ha fatto reagire, rifiutando disgustato il trasporto dicendo che avrei preso i mezzi pubblici. A quel punto, la donna parla con l’autista per 10 minuti nella loro incomprensibile lingua, e me ne chiede solo 10. Italian Style. Non si fotte un italiano!

Il viaggio per la città prende due ore della mia mattinata, ma è decisamente piacevole. La strada costeggia il mare e lungo il percorso ho avuto modo di vedere un paio di villaggi, rendermi conto della vita nell’isola.

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La prossima puntata riguarderà la prima parte del mio viaggio tra le isole…

Back from the Paradise

E dopo 12 giorni trascorsi alle Fiji, girovagando per una piccola parte delle più di 300 svariate isole che quel caldo paradiso propone, eccomi tornato nella freezing Sydney. Inutile dirvi che il viaggio è valso ogni dollaro che ho speso, che i posti sono incredibili, che il mare è incredibile, che mi sono divertito parecchio, che ho conosciuto un mondo di gente.

Per più di una settimana ho staccato la spina, e non è solo un modo di dire: nel mio viaggio tra le isole non ho avuto il mio portatile, non ho avuto il cellulare, non ho avuto internet e nessun altro mezzo di comunicazione con la mia vita precedente alla partenza. Nelle isole si e no avevano il POS per bancomat/carte di credito e la corrente era limitata soltanto a pochissime ore del giorno. Ed ho veramente apprezzato questi momenti…hanno apprezzato un po meno, però, i miei genitori che non hanno avuto notizie di me per un po :)

Il mio fido compagno di viaggio, il Moleskine (il diario che qualcuno mi ha prontamente e gentilmente regalato prima della partenza) ha raccolto tutte le mie avventure e presto saranno trasferite (parzialmente) su queste pagine, insieme alle foto più belle che ho scattato (circa 220, questa volta sono stato bravo). Quindi se volete sapere che ho combinato laggiù, nei prossimi giorni avrete un buon resoconto.

Tutto è ritornato alla normalità, per esempio già oggi torno a lavorare al ristorante mentre tornerò a lavorare in ostello da lunedì, almeno per un mesetto…poi, chi vivrà, vedrà. Il volo del 30 giugno per l’Italia non è stato ancora rimandato, ma lo sarà presto. Francesco, mio cugino, tornerà nel bel paese invece già domenica e questo meriterà un post a parte.

Destinazione Paradiso

Time flies. Ad un mese esatto dal ritorno dalla Nuova Zelanda, eccoci ad affrontare una nuova avventura in un altra nazione, vicino all’equatore, in un altra stagione, a quattro ore di volo da Sydney.

Feejeeee. Grandi aspettative per questo viaggio. Chi mi conosce per bene sa che ho sempre sognato di andare in Nuova Zelanda, sa bene che ho sempre sognato di andare alle Fiji. Domani, non mi sembra ancora vero, completerò il mio quadro. Stasera, invece, l’ultima staffetta al ristorante (sperando di finire sul presto) e domani mattina sveglia alle 5:00AM, per essere in aeroporto prima delle 6.10. Poi sole, mare, isole per 12 giorni. A Nadi (si legge nan-di), giusto per farvi invidia, la temperatura massima è di 31 gradi, la minima di 22 ed il cielo è completamente sgombro da nuvole.

Ricordo a tutti quanti che sarò raggiungibile, sempre nel caso ci sia copertura, sul cellulare italiano anzichè su quello australiano, poichè quest’ultimo non permette roaming. Non porterò il mio fido ibook con me, ma leggerò le email e cercherò di aggiornare il blog quando possibile.

Dopo due settimane di calma apparente, l’ostello si è ripopolato di belle donzelle, incredibilmente non tutte tedesche (e ovviamente io parto, strano). Anche noi giochiamo la nostra piccola coppa del mondo, insieme a Inghilterra, Canada, Germania, Fillandia (in camera nostra!), Svezia, Olanda, Francia e Israele. Il World Bar, come ogni martedì e giovedì, è un ottimo strumento di aggregazione…e forse anche le birre lo sono :)

Auguratemi buon viaggio…ci sentiamo prossimamente.

PS: mi perderò Italia - Ghana…ma dico solo una cosa: vai Gianni (Assamoah), falli…neri tutti!

PPS: 100, 100, 100, 100, 100….