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Si prosegue per la east coast

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Prima di andarcene da Queenstown, bisognava che facessimo le cose essenziali, ovvero shopping, visita della citta’ e bungy jumping. Per facilitare il secondo compito, abbiamo preso la funivia e ce ne siamo saliti in alto per avere una vista migliore sulla citta’. E che vista!

Queenstown IMG_4551.jpg La città di Queenstown

Dopodiche’ e’ stata la volta di accompagnare Jieun al bungy. La nostra amica coreana infatti e’ stata l’unica a voler provare questa sperienza da 47 metri…noi italiani, da veri tirchi (140 dollari per 5 secondi di vuoto mi sono parsi eccessivi), abbiamo passato a questo giro…io pero’ mi sono promesso di tornare un giorno qui e fare quello da 143mt. Le cose se si devono fare si devono far bene! Comunque eccola nostra eroina in volo…

Jieun e il suo bungie

Dopodiche’ partiamo e ci spostiamo piu a sud, fino ad arrivare a Te Anau, la nostra base per Milford Sound. Prenotiamo l’ostello (molto molto carino, camera vista lago!) per due notti, andiamo a mangiare in un ristorante italiano toscano (stranamente molto economico e allo stesso tempo molto buono) e ce ne andiamo a dormire con la pancia piena.

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Il giorno dopo ci svegliamo di buon ora e partiamo per Milford Sound, i fiordi. La strada per arrivare lassu e’ veramente uno spettacolo eccezionale e la nebbia di primo mattino l’ha resa sicuramente ancora piu’ speciale…paesaggi da Lord of the Rings! Non per niente questa e’ la terra di mezzo….

Per visitare questi fiordi, prendiamo un battello…questo e’ il risultato:

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Se tutto va secondo i programmi, domani ci sposteremo per Dunedin (che potete vedere in basso a destra nella cartina) e successivamente per il celebre Mount Cook. Tappa finale a Christchurch, da dove ripartiremo Mercoledi’ all’alba con Jetstar. 7 days left…

Wanaka e Queenstown

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Due giorni fa prendevo in giro quelli che mi hanno parlato del brutto tempo in Nuova Zelanda…beh, probabilmente anche loro leggono il blog, perchè ci hanno deliberatamente secciato la giornata di venerdì. Ci svegliamo di prima mattina a Greymounth e ci ritroviamo un grey sky…perfetto. La nostra gita di ritorno per la West Coast e il recupero delle Pancake Rocks è saltata, così a malincuore abbiamo deciso di approfittare della brutta giornata per muoverci più al sud possibile. Per il maltempo ci tocca pure saltare i due ghiacciai, Franz Joseph e Fox Glacier e macinare chilometri su chilometri in montagna, sorpassare Haas e finalmente arrivare a Wanaka, città di cui tutti ci siamo innamorati fin dal primo minuto in cui ci abbiamo messo piede. Così, invece di arrivare a Queenstown il giorno stesso, ci fermiamo in questo graziosissimo paese sul lago. Dopo aver girato vari ostelli, ne prendiamo uno un pochino più caro rispetto alla media (28 dollari neozelandesi, circa 15 euro a testa) ma però abbiamo una camera tutta per noi, con bagno tutto per noi, frigo e televisione. Alla faccia dell’ostello!

Queste comunque sono due foto che ho scattato durante la strada (ce ne sarebbero state moltissime altre da fare ma un po perchè guidavo, un po’ perchè non mi potevo fermare ogni 5 minuti mi sono dovuto accontentare di ammirare i posti in prima persona).

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In ogni caso sono tutti posti che non si raccontano, ne a parole ne con delle foto. Già altre strade mi sono piaciute durante questa vacanza, ma la West Coast è davvero impressionante. Posti veramente incredibili, unici.

Dopo la notte passata a Wanaka, il mattino e il primissimo pomeriggio lo dedichiamo alla scoperta della città, che si rivelerà presto una delle più graziose di tutta la Nuova Zelanda. Ecco alcune foto scattate in giornata:

Wanaka Lake la vista del lago dal bar... IMG_4517.jpg IMG_4521.jpg

Un altra foto da mandare a Steve Jobs

Il resto del pomeriggio invece lo abbiamo impiegato per raggiungere Queenstown, un altra piccola cittadina, sempre a ridosso di un lago, famosa per la incredibile concentrazione di attività estreme come skydiving ma, sopratutto, per il bungy jumping. Queste sono due foto scattate sempre durante il tragitto, ulteriore prova di quanto fantastici sono i paesaggi quaggiu:

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Dopo svariati tentativi, troviamo un ostello economico e ci sistemiamo. La cena in un ristorante messicano…finalmente ho rimangiato i mitici Tacos che hanno caratterizzato il mio viaggio negli USA!

Si vola!

Dopo aver saltato l’avventura con lo Skydiving a Taupo e il kayak (canoa) nell’Abel Tasman National Park e aspettando Queenstown per il Bungie Jumping, abbiamo deciso di comune accordo che a Nelson era il turno di provare qualcosa di emozionante. Spinti da Francesca, che da quando siamo partiti ce ne parla, e spinti da una brouchure molto invogliante, abbiamo prenotato una sessione di parapendio, o paraglinding, come dicono qua. (si traduce con parapendio, no?) Così fissiamo un appuntamento per le 10.00 AM con Stew, a quanto pare uno che pratica questo sport da più di 15 anni ed è stato campione della Nuova Zelanda per non so quanti anni. La fortuna ha voluto che la giornata non fosse perfetta, di più. Le condizioni ideali per volare…e così, ecco qualche foto dell’evento:

Sarebbe l'ora di tagliarsi i capelli... Preparativi... Il toyotone che ci ha portato fin su Il panorama... IMG_4250.jpg In quota... Francesca in volo Dall'alto dei cieli
Dopo 15 minuti in aria Stew mi chiede: “ti piacciono le montagne russe?” “Bene, allora adesso andiamo dentro quella nuvola li, metti via la macchina fotografica”. Bellissimo, per carità. Il mio stomaco però non è abituato a reggere 3 volte la forza centrifuga delle montagne russe… Tutto bene quel che finisce bene e dopo 20 minuti si torna sulla stessa collina di partenza, senza troppa nausea e con un’esperienza indimenticabile. Da non dimenticare anche la salita per la collina con il Land Cruiser, carichi in 9, con tutta l’attrezzatura sul tetto. Questo mezzo va davvero ovunque… Ecco il video del mio volo:

Clicca per scaricare il videodiario

Dopo qualche dritta di Stew sulla strada da prendere per andare verso sud, scaldo i motori e prendo la strada n°6 per arrivare a Hokitikia. I programmi ovviamente non saranno rispettati perchè, tra un punto panoramico e un altro, non facciamo in tempo ad ammirare le Punkake Rocks e quindi ci fermiamo a Greymounth per dormire, promettendoci di tornare il giorno dopo. Ma in ogni caso non ci siamo fatti mancare il tramonto in spiaggia, ovviamente il momento è stato ampiamente fotografato.

Lungo la strada IMG_4301.jpg IMG_4333.jpg IMG_4371.jpg IMG_4376.jpg Jieun IMG_4417.jpg IMG_4424.jpg IMG_4432.jpg IMG_4453.jpg

Un piccolo momento di panico c’è stato quando la spia della benzina si è accesa. Dopo 600 chilometri, tanto di cappello se un 1.8 automatico è ancora in moto! Peccato che non ci fosse stato un benzinaio in 300 chilometri…fortunatamente siamo arrivati in città in tempo e abbiamo trovato un ostello piuttosto facilmente.

Wellington e l’isola del sud

Il mattino ha l’oro in bocca ma, sopratutto, c’è una macchina da spostare: la nostra. I parcheggi lungo la strada dalle 8 di mattina diventano a pagamento e così mi sveglio per spostarla in un punto più “sicuro”. Dopo un ottima colazione e una chattata su internet (gratis in quell’ostello), mi accorgo che le altre si erano appena svegliate così le lascio al loro triste destino, prendo la macchina per andare a prenotare il ferry per arrivare nell’isola del sud e per controllare la posizione dell’ufficio della Thrifty per consegnare la Corolla.

Dopo aver adempiuto ai miei doveri, trovo una stazione radio rock che mi da la carica: mi metto gli occhiali da sole, tiro giu il finestrino, alzo il volume a palla e inizio a farmi un giro panoramico per la capitale, Wellington. Prima costeggio la baia, poi me ne vado sul Mount Victoria, dove ammiro ad uno dei panorami cittadini più belli che abbia mai visto:

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Il tempo di raggiungere le altre, dato i bagagli al check-in (eh si, come in aereo…incredibile) e consegnato la macchina arriva l’ora di partire. Il traghetto lascia la bellissima Wellington e ci regala una vista da favola, nonostante il fortissimo vento.

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Dopo le cascate del giorno prima, dopo il giro in macchina intorno alla baia, quello sul mount Victoria e i bei panorami in uscita da Wellington pensavo di essere stato già troppo fortunato. In realtà, il bello doveva ancora venire. Lascio giudicare a voi stessi lo spettacolo a cui ho potuto assistere una volta entrato Marlborough Sounds, ovvero i fiordi, i primi scorci di isola del sud:

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Eccezionale…non avevo mai visto niente del genere prima ad ora e mi ritengo molto fortunato: non penso sia da tutti i giorni, dato che bisogna essere nel posto giusto al momento giusto e con determinate condizioni atmosferiche.

Arrivati a Picton, prendiamo l’altra macchina a noleggio della Thrifty, sempre una Corolla, e ci avviamo verso Nelson, dopo aver fatto una piccola spesa e prenotato l’ostello Paradise. Arriviamo alle 8 in città, dopo un incredibile performance automobilistica di Sara tra le montagne e ci sistemiamo in camera. L’ostello è davvero molto molto carino e decidiamo di fermarci anche per la sera successiva. Una bella giornata che si è conclusa con un giro in paese (50 mila anime), molto grazioso, e con una cena a base di carne. 200 g di ottimo filetto cotti alla piastra…anzi che abbiamo cotto noi alla piastra (ed è la prima volta che mi capita). Non male.

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L’isola del nord, anche se con Auckland ha esordito piuttosto male, è stata davvero eccezionale e quella del sud si prospetta ancora migliore. Questa nazione non smette mai di stupire…

Il giorno successivo è il turno di un altro parco nazionale dopo il Tongariro, ovvero quello di Alber Tasman. Mentre il primo era in montagna, Alber Tasman è sul mare e appena arrivati a destinazione malediciamo noi stessi per non aver preso dietro la roba da spiaggia e chi ci ha detto per settimane che saremmo andati a prendere solo del freddo in Nuova Zelanda. In realtà non abbiamo beccato nessun giorno di pioggia. In realtà io sto praticamente sempre in canottiera. Tiè

In ogni caso, dato che il tempo è poco, decidiamo di prendere il water taxi per farci portare in un determinato punto del parco, farci una camminata di 8 km abbondanti e farci riprendere in un altra baia del parco nazionale. Queste foto sono il risultato della giornata:

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Qui invece due foto delle giornate precedenti fatte da macchine fotografiche delle ragazze:

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Taupo e Tangariro National Park

Come potete immaginare e’ difficile trovare il tempo per scrivere, e’ difficile trovare il tempo e il modo per aggiornare il blog. Ma in qualche modo prima o poi riesco sempre a spuntarla…anche nel caso in cui negli ostelli ci sono computer ancora con Windows 98, che non riconoscono automaticamente la mia penna USB…agghiacciante…

In ogni caso, negli ultimi due giorni abbiamo avuto modo di visitare due posti davvero magnifici. Domenica, lasciata Rotorua, siamo partiti alla volta di Taupo. La prima tappa prima di arrivare a questa citta’ e’stata Wai-O-Taupo, una localita con molti fenomeni geotermici, di cui vi mostro soltanto una foto perche’ questi geyser tra un po stavano annoiando pure noi e perche’ se no la mole di fotografie sarebbe diventata troppo pesante.

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Dopo aver fermato una camera nell’ostello piu’ carino e consigliato di Taupo (qualche volta ci va pure bene, no?) ci riposiamo un attimo prima di visitare alcune delle zone adiacenti a questa piccola ma bellissima cittadina vicina al Lago Taupo (toh), il piu grande lago della Nuova Zelanda che tra l’altro e’pure di origine vulcanica (nel 181 AC una sua erruzione e’stata vista sia dalla Cina che da Roma…) ed e’ piu grande di tutta Singapore. Abbiamo visitato i cosidetti Crateri della Luna e le Huka Falls, le cascate.

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Il giorno dopo invece, lasciato Taupo, ci siamo diretti verso il Tangariro National Park, una delle cose teoricamente piu’ belle da vedere al nord. Ci vorrebbe una settimana a vederlo tutto, ma noi abbiamo solo mezza giornata. Cosi’ abbiamo optato per una camminata intermedia e questo e’lo spettacolo che abbiamo avuto modo di ammirare:

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Approfittando del panorama e di questi bellissimi luoghi, dove tra l’altro hanno girato alcune parti del Signore degli Anelli, ho voluto omaggiare me stesso ma anche Steve Jobs. Notare che foto…

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Che dite gliela mando al buon vecchio Steve? In ogni caso finalmente ho guidato per la Nuova Zelanda, e non per pochi chilometri, con la mitica Corolla 1.8 benza automatica (che solo oggi mi sono accorto che e’ azzurrina e non bianca :D) :

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Domani si lascia Wellington e si raggiungera’ Picton, nell’isola del Sud, con il traghetto delle 13:00. Augurateci buon viaggio. Arrivederci (e non addio) nord…ho ancora tanto da visitare, tornero un giorno a trovarti!