So che, anche a causa di questi sporadici aggiornamenti, non leggete più con una certa frequenza queste pagine. Mi sembra doveroso però aggiornare la situazione, nel caso siete rimasti un po indietro.
Terminato il mio primo contratto francese come venditore a distanza di chiavette usb personalizzate, ho avuto la fortuna di trovare subito (!) un altro lavoro in un’azienda che ho sempre ammirato da lontano. Se a Gennaio mi avreste detto che avrei lavorato per Pixmania.com (divisione Pixplace, il marketplace di Pixmania.com), non ci avrei creduto.
Quindi eccomi qui, dopo 8 mesi dal mio trasferimento, a lavorare per uno dei più grossi e-commerce al mondo, in una delle più grosse capitali d’Europa. Ho migliorato anche la location: dalla comunque centrale Repulique, sono passato a due passi dagli Champs Elysees e dall’Arco di Trionfo. Ambiente internazionale (e parecchio), circa 600 dipendenti in questa sede. E palestra all’ultimo piano
Insomma, poteva andarmi decisamente peggio.
Non ci sono grosse novità, se non che alla televisione 32” della Samsung (a cui mi diverto con Bad Company) abbiamo fatto un upgrade anche al letto (1,6m contro 1,2m di larghezza del divano letto che ora è divano per noi e letto per gli ospiti) e al frigorifero (A+ con anche il congelatore).
Avviso ai naviganti: a Parigi l’estate non esiste
Per finire, ecco il lipdub che abbiamo registrato a Pixmania. Potete vedere me, i miei colleghi, e parte del nostro edificio.
Si può dire effettivamente che l’Atto II della mia esperienza parigina sia iniziato.
Il tempo vola e, se non non ci avete fatto caso, il primo mese di vita in Francia è già passato. Mi ritengo molto fortunato ad aver trovato un vero lavoro in così poco tempo ma, d’altronde, ci vuole anche quella nella vita. Anche se in realtà alla fortuna, come al destino, ci credo poco.
Il primo mese è già volato ed iniziano anche a volare i giorni da quando ho iniziato a lavorare per USBandco. Il lavoro sembra particolarmente interessante e credo di essere capitato in una bella azienda.
Mi piace poter mettere a confronto il modo in cui raggiungo il mio posto di lavoro attuale e come raggiungevo quello precedente. Mentre qualche mese fa mi svegliavo alle 8:00 per fare in 5 minuti in macchina i pochissimi chilometri che mi separavano dall’ufficio, ora la sveglia suona alle 6:45 e per arrivare nel terzo arrondissement di Parigi con i mezzi pubblici impiego 1 ora e 15 minuti circa. Da Gorzano a Parigi non c’è male: prima sfruttavo i 155 cavalli della Mi.To per l’Estense, ora mi sento come una formica in un formicaio. Una formica in un formicaio che però dorme praticamente tutto il viaggio
Inizia quindi l’atto II. Per festeggiare, mi sono auto regalato un bel Samsung 32” (un serie 4, per chi se ne intende) che ho subito collegato al mio Xbox 360. Presto, come già promesso, un tour guidato della casa appena avremo messo in ordine un po tutto.
Mi scuso ancora una volta per la mancata tempistività negli aggiornamenti, ma è giunto il momento di darvi qualche novella.
La mia vita a Parigi è ovviamente cambiata dalla settimana scorsa quando ho, con abbondante fortuna, firmato il mio primo contratto di lavoro. Ho iniziato mercoledì e per il momento sembra molto interessante. Mi occupo del mercato italiano per una ditta medio-piccola con sede a Parigi che produce e importa dalla Cina oggettistica da regalo hi-tech, come quadri foto digitali, mouse, hub ma sopratutto chiavette USB personalizzate. (USBandco)
L’ambiente di lavoro comprende moltissimi giovani di nazionalità differenti, ma la lingua ufficiale parlata all’interno dell’ufficio è (ovviamente) il francese. Ottima notizia da qualsiasi punto di vista. La sede di lavoro è centralissima, questo comporta ad un tragitto giornaliero non indifferente. Fatemi gli auguri e mangnatevi pure le mani perchè qui ci sono 35 ore settimanali.
La fase tre, ora che ho un lavoro, sarà di assestamento. Appena metto a posto farò qualche foto per proporvi un tour virtuale dell’appartamento e vi terrò al corrente dei miei prossimi acquisti, verosimilmente un frigo e una televisione degne di portare il loro nome.
Una messaggio a tutti i miei connazionali: è inutile che continuamo a menarcela, vini e formaggi so’ meglio qui.
PS: Ah, dimenticavo. Tenete d’occhio le foto nel menù di destra, in sordina di tanto in tanto le aggiorno.
Mi scuso per le due settimane di silenzio, ma non avevo cose molto interessanti da scrivere
Molto più lentamente di quanto stia facendo Martin in Australia (vi invito a seguire il suo blog se volete seguire nuove entusiasmanti avventure australi), sto iniziando a muovere i miei primi passi nel sistema francese.
Dopo questi primi passi, mi sto grattando le palle per gli altri (per intenderci, è una tessera ricaricabile per la metropolitana e i treni dell’Île-de-France).
Mi sembra anche doveroso farvi capire dove diavolo sono finito, poichè Parigi è più grande di Gorzano. Abito, anzi abitiamo, a Bures sur Yvette. Qui la mappa.
Seguiranno foto del paesello
Nel frattempo, i miei esperimenti da casalinguo proseguono. Oggi è stato il turno del risotto mari e monti, specialità del sottoscritto che potrete gustare nel caso abbiate voglia di venirci a trovare:
Lettori e lettrici del mio blog, bevenuti a Parigi!
A grande richiesta cercherò di tornare a scrivere e aggiornarvi da qui, dopo averlo fatto per un annetto buono dall’Australia. Non ci saranno le stesse avventure, ma tenterò comunque di rendervi questo blog interessante.
Nonostante il mio post di avvertimento di qualche mese fa, sono cascato anche io nella trappola low-cost MyAir. Diciamo che era super economica e diciamo che ero curioso di provarla.
Ovviamente, il volo non è stato in orario. Con una partenza prevista alle 12.25, alle ore 12.00 ci avvertono che l’aereo (tra l’altro neanche marchiato MyAir ma ItALI) subirà un ritardo per un guasto tecnico. Io ero tranquillo. Nel 2009 è quando non comunicano un problema tecnico su un MD-80 che bisognerebbe preoccuparsi.
Vorrei far notare che neanche Alitalia ha più gli MD-80.
In ogni caso, anche se con un ora di ritardo, siamo partiti ed il viaggio è stato piacevole. E’ stato piacevole, poi, fregare il personale di terra non presentando un trolley di circa 20kg che poi ho portato come bagaglio a mano.
E così inizia questa mia avventura Parigina e con lei, ricomincia il mio blog. A presto
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